Attualità
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07/01/2008 00:00

Commercializzazione ortofrutta, alcune proposte

di Redazione

Come risolvere i problemi della commercializzazione dell’ortofrutta al mercato ortofrutticolo di Donnalucata?

In attesa dell’attivazione dei servizi a supporto della struttura (i box comunali sono in via di completamento) fioccano le opinioni degli operatori. “Occorre aggregare l’offerta di prodotto, troppo frazionata per la presenza di molteplici aziende di piccole e medie dimensione che operano indipendentemente l’una dalle altre, soprattutto per contrastare lo strapotere della Grande Distribuzione Organizzata che oggi rappresenta circa il 70% delle vendite di ortofrutta” –spiegano alcuni commissionari donnalucatesi-. “Dato che l’associazionismo in senso stretto non ha dato i risultati sperati, questa forma di collaborazione potrebbe avvenire tra una grande azienda agricola, che ha un’importante massa di prodotto e degli interessanti contatti commerciali che intende accrescere (sia quantitativamente che come gamma), per fornire sempre meglio i clienti già presenti o per agganciarne degli altri, ed altre aziende agricole di dimensioni inferiori (medio-piccole).

Ovviamente, queste sarebbero quelle stesse aziende che si trovano nello stesso territorio delle “grandi” e che gravitano intorno ad esse. I “piccoli” conferirebbero ai “grandi” la propria merce (sia alla rinfusa che confezionata), accedendo a dei canali commerciali che altrimenti potrebbero solo sognare, perché solo l ‘ufficio commerciale di una grande azienda (reso ancora più forte e competitivo anche dalla presenza della merce delle aziende gravitanti) può raggiungere e gestire certi mercati.

Questo richiederebbe rapporti trasparenti nelle procedure di formazione del prezzo e negli standards qualitativi della merce nell’interesse di entrambi, poiché non esisterebbe alcuna costrizione al conferimento ma solo la convenienza commerciale, considerato che al momento in cui la stessa convenienza venisse meno ognuna delle aziende coinvolte (mantenendo la propria individualità) sarebbe libera di commercializzare il proprio prodotto.

Un’ulteriore convenienza a partecipare a questo gioco di squadra consisterebbe nell’ associarsi all’Organizzazione dei Produttori della grande azienda in questione e godere cosi dei contributi comunitari (si aggirano intorno al 4% del fatturato) a cui si può accedere solo tramite le Organizzazioni di Produttori.

Sarebbe necessario infine accorciare una filiera che è troppo lunga e che e gravata da notevoli costi legati ai diversi passaggi, rifatturazioni e duplicazione di trasporti”.