Attualità
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11/05/2017 18:05

Comunali:il candidato più giovane,ecco la Palermo che sogno

di Redazione

PALERMO, 11 MAG “Sogno una città più internazionale, ho apprezzato quanto fatto finora da Orlando per rendere più accogliente Palermo, è vero che oggi questa città ha più autostima, e per questo ho scelto di candidarmi come consigliere comunale per la ‘Lista democratici e popolari’ a sostegno dell’attuale sindaco”. A parlare è Alessandro Fricano, classe 1996, è forse il più giovane candidato alle prossime amministrative a Palermo. A soli 21 anni ha già le idee chiare: “Ripartire da lavoro e periferie è un imperativo categorico per frenare la fuga dalla città dei miei coetanei dice . Come mai non ho scelto i 5stelle? Non sono mai stato sedotto dall’idea di un uomo solo al comando. Sono mossi da un malcontento diffuso ma non arrivano mai a soluzioni concrete; a giudicare dalle critiche che ha mosso finora all’amministrazione attuale, la candidatura di Forello mi sembra figlia di inesperienza e malafede”. Alessandro l’esperienza in politica l’ha messa in campo per le europee del 2014, a sostegno di Patrizia Valenti, ex vicepresidente della regione. E sul perché un giovane come lui scelga di correre per un “anziano” come Orlando, spiega: “Con il tram e la mobilità sostenibile ha permesso alla città di rivivere, l’ha resa capitale della cultura attraendo molti turisti, ha creduto nell’accoglienza. Non è un fattore anagrafico, se penso allo slogan del candidato Ismaele La Vardera ‘Palermo prima di tutto’ mi sento lontanissimo. I palermitani sanno di essere un esempio di accoglienza”. E Ferrandelli? “Come può essere un’alternativa uno che ha cambiato così tanti partiti? I cambi di casacca sono un cancro della politica siciliana e farsi sostenere da Miccichè o Cuffaro non è un segno di svolta, mi spiace ma credo abbia scelto dei compagni di viaggio che sono la negazione di un cambiamento culturale”. Tra le battaglie che più stanno a cuore ad Alessandro c’è “la rimozione delle barriere architettoniche negli edifici comunali”, aggiunge, ma se malauguratamente non dovesse farcela? “Ripartirò dal mio risultato per un progetto più grande risponde la mia campagna non finisce l’11 giugno, a prescindere da quale sarà il risultato il mio obiettivo è dare rappresentanza a una generazione nelle istituzioni”. E alla domanda se teme un forte astensionismo tra i suoi coetanei, ribatte: “Prima dell’inizio della campagna ero convinto fossero tutti stanchi della politica, ma mi sono dovuto ricredere: i giovani sono stanchi solo della cattiva politica, e per me scoprirlo è stata davvero una bella sorpresa”. (ANSA).