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01/07/2026 16:41

Con Gaetano Aronica e il docufilm di Andrea Traina si conclude il festival della Fondazione Bufalino

Il 4 e 5 luglio.

di Redazione

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Comiso – Sabato 4 e domenica 5 luglio andranno in scena gli ultimi appuntamenti de “L’ingegnere di Babele”, il festival promosso dalla Fondazione Gesualdo Bufalino che, giunto alla sua sesta edizione, continua a fare di Comiso uno spazio di incontro tra letteratura, teatro, musica, cinema e arti visive. Linguaggi differenti, ciascuno con la propria grammatica e il proprio respiro, chiamati a dialogare non per annullare le distanze, ma per dimostrare come proprio dalla diversità possa nascere una più profonda possibilità di comprensione. Il fine settimana conclusivo restituisce il senso di questo percorso attraverso due appuntamenti profondamente legati tra loro, che riportano al centro la figura di Gesualdo Bufalino. Teatro e cinema si rincorrono, si completano e si specchiano l’uno nell’altro in un progetto artistico firmato da Andrea Traina e interpretato da Gaetano Aronica: due opere che, con strumenti diversi, cercano non tanto di raccontare la biografia dello scrittore comisano, quanto di restituirne il mistero umano e letterario.
Il primo appuntamento, “Il miracolo del bis. Frammenti di un dialogo immaginario”, è in programma sabato 4 luglio, alle ore 21, al Loggiato della Fondazione Gesualdo Bufalino, vede anche la partecipazione della danzatrice Noemi Castronovo. Concepito come antecedente ideale del docufilm, lo spettacolo mette in scena il momento più misterioso del lavoro dell’attore: quello in cui il personaggio studiato sembra improvvisamente prendere voce. Aronica si confronta così con l’ombra di Bufalino in un dialogo impossibile, un corpo a corpo teatrale con un fantasma, alla ricerca ostinata della sua ferita segreta: un’indagine sulla memoria, sul silenzio e sulle ragioni per cui si scrive. Al suo fianco, la danzatrice Noemi Castronovo dà grazia e inquietudine alle “schegge di fiaba” e all’eterno femminino che attraversa l’opera bufaliniana. È una partitura per due voci e un corpo, un duello sulla paura, sulla scrittura e sul disperato bisogno di non morire. «C’è un momento, prima di interpretare qualcuno, in cui lo studi a tal punto che cominci a sentirlo rispondere», spiega il regista Andrea Traina. «Lo spettacolo nasce proprio da lì: da quella notte in cui un attore, solo nel suo studio, smette di studiare Bufalino e comincia a parlargli.»
Il giorno successivo, quello stesso dialogo si trasferisce sul grande schermo. Domenica 5 luglio, alle ore 21, al Cinema Golden di Vittoria, sarà presentato in anteprima “Sulle soglie della notte. Gesualdo Bufalino, fotogrammi di una vita immaginaria”, scritto e diretto da Andrea Traina, con Gaetano Aronica protagonista. Alla serata saranno presenti il regista e il cast. Più che una biografia, il film è un’indagine cinematografica. Prende avvio come una docufiction seguendo Gaetano Aronica chiamato a dare corpo e volto a Gesualdo Bufalino. Un viaggio in quel “proscenio di pietre rosa” che da Comiso si estende a Ragusa Ibla, Modica, alla Cava d’Ispica e alla foce dell’Ippari, attraversando i luoghi che hanno fatto da scenografia alla vita e all’immaginario dello scrittore. Un racconto che tende all’essenza di un uomo che ha speso la vita a ingannare la morte, arricchito dalle sue pagine e dalle testimonianze di chi lo ha conosciuto. Nella seconda parte il film cambia registro e si trasforma in un giallo metafisico che mette in relazione i due estremi della parabola letteraria bufaliniana: l’esordio tardivo, nato quasi per caso dal ritrovamento di antiche lastre fotografiche, e la tragica scomparsa dello scrittore in un incidente d’auto. Due eventi lontani quasi vent’anni, ma legati da una trama di coincidenze tanto sorprendenti da far pensare a un destino già scritto. «Il film e lo spettacolo sono l’uno la naturale prosecuzione dell’altro – spiega Andrea Traina –  Nel film inseguo Bufalino nei suoi luoghi, nelle voci di chi l’ha conosciuto, dentro il mistero di un destino che sembra già scritto. Lo spettacolo è il momento prima: la notte in cui l’attore, da solo, prova a farlo parlare, e lui, incredibilmente, risponde. In entrambi i casi non cercavo una biografia, ma un’occasione di resurrezione: il miracolo del bis di cui Bufalino stesso ha scritto.»
Entrambi gli appuntamenti sono a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
Organizzato dalla Fondazione Gesualdo Bufalino, “L’ingegnere di Babele” è realizzato con il sostegno dell’Assemblea Regionale Siciliana, del Comune di Comiso, del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, di Agriplast SpA di Vittoria e di SAC Aeroporto di Catania. Informazioni sui canali social e sul sito della fondazione.