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01/03/2026 13:21

Conclave, il giallo del cardinale trovato con il cellulare durante l’elezione di Papa Leone XIV

A segnalarlo i sistemi antimicrospia

di Redazione

Città del Vaticano – La Gendarmeria vaticana dalla fine della mattinata di mercoledì 7 maggio 2025 aveva provveduto a sequestrare a tutti i cardinali elettori i telefonini ed ogni possibile strumento di comunicazione in loro possesso, per esempio smartwatch, tablet e computer. Stava iniziando il conclave, di lì a poco avrebbero avviato le fasi preparatorie nella Cappella Sistina per l’elezione del successore di Papa Francesco. Naturalmente il Governatorato vaticano per non correre alcun rischio, e non fare invalidare l’elezione del nuovo papa, aveva già annunciato la schermatura di tutto il piccolo Stato. Da quel momento in poi nessun cardinale avrebbe più potuto telefonare o utilizzare i social dentro i perimetri conclavari, come del resto prevedono le norme della Costituzione Universi Dominici Gregis.

Stavolta, invece, le cose sono andate un po’ diversamente perchè ad un certo punto la segretezza obbligatoria del conclave è stata interrotta quando ad uno dei 133 porporati elettori è stato trovato in possesso di un cellulare.

 

Ad accorgersene le apparecchiature sofisticate che erano state installate e che avevano rilevato la presenza di uno strumento estraneo e attivo. Uno dei cardinali più anziani si era dimenticato di depositare il suo cellulare, così disse ai funzionari vaticani mentre consegnava il dispositivo. L’episodio è stato raccontato da Elisabetta Piquet e Gerard O’Connell in un libro sul conclave appena pubblicato in Argentina e negli Stati Uniti. Naturalmente il nome del cardinale non appare, tuttavia il responsabile di questa infrazione è stato descritto come piuttosto angosciato e disorientato per la dimenticanza.

Come un film
Una scena «inimmaginabile anche per un film e mai vista prima nella storia dei conclavi moderni», hanno scritto gli autori del volume “L’ultimo conclave”. L’elezione alla fine si è poi svolta correttamente e in due giorni – dal sette all’otto maggio – è stato scelto il successore di Papa Francesco nella persona di Robert Prevost che ha preso il nome di Leone XIV, in onore di Leone XIII, il pontefice della Rerum Novarum. Alla quarta votazione dell’8 maggio, Prevost ha vinto con 108 voti.

Prima delle elezioni di voto e della formula latina del conclave, l’Ufficio di Presidenza del Governatorato aveva inviato a tutti i cardinali, ai vescovi, ai dipendenti vaticani il seguente messaggio: «Gentili utenti, con riferimento alle prescrizioni normative e di sicurezza inerenti alle attività relative all’elezione del Sommo Pontefice, si informa che, a partire dalle ore 15:00 del 7 maggio tutti gli impianti di trasmissione del segnale di telecomunicazione per cellulare radiomobile, presenti nel territorio dello Stato della Città del Vaticano, esclusa l’area di Castel Gandolfo, saranno disattivati. Il ripristino del segnale sarà effettuato successivamente all’annuncio dell’avvenuta elezione del Sommo Pontefice, pronunciato dalla Loggia centrale della Basilica Papale di San Pietro in Vaticano, con la massima celerità consentita dalla tecnologia degli operatori mobili. Ringraziando per la cortese attenzione, si porgono distinti saluti».