Economia
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09/12/2008 16:24

Confeserfidi: “Attenzione ai conti dormienti”

di Redazione

Oltre un milione di conti correnti, circa 800 milioni di euro. Sono queste le cifre relative ai cosiddetti conti dormienti, quelli cioè su cui non si registra più alcun movimento da dieci anni. Tra meno di una settimana, infatti, scade per i titolari, il termine per “ muovere il proprio conto “dimenticato”, rivolgendosi agli intermediari finanziari. Per i titolari più sbadati, però, non tutto è perduto: per poter tornare in possesso delle cifre lasciate giacenti dovranno rivolgersi direttamente al ministero dell’Economia «entro il normale termine prescrizionale». Il link al quale collegarsi è www.tesoro.it, ed è possibile fare una ricerca attraverso i principali dati anagrafici. La condizione minima per avviare l’esproprio di un conto dormiente è che su di esso non si sia registrato nessun movimento volontario negli ultimi dieci anni, nemmeno un estratto conto. Gli istituti di credito nei mesi scorsi avevano inviato degli avvisi, tramite raccomandata, ai risparmiatori interessati, invitandoli a “scongelare” il proprio conto in letargo. A metà agosto è scaduto un primo termine, che offriva però altri 4 mesi di paracadute, prima di poter inoltrare l’ultima chiamata alle banche. “Dopo il 15 dicembre- ricorda il presidente Confeserfidi Bartolo Mililli- le somme che non siano state reclamate da nessuno, confluiranno in un fondo ad hoc, un fondo sociale di garanzia, per cui sono state indicate già diverse finalità: progettato, all’inizio, come una cassa per risarcire i risparmiatori colpiti dai crac finanziari, è stato poi indicato come fonte per finanziare, in parte, la social card e per coprire l’indennizzo dei piccoli azionisti creditori di Alitalia. Attenzione quindi alla scadenza di lunedì 15 dicembre”. Il valore complessivo dei depositi è, secondo i dati parziali, pari a 798.404.099,50 euro. Una cifra di gran lunga inferiore a quelle ufficiose circolate nei mesi scorsi. “Spero-conclude Mililli- che, attraverso questo comunicato, qualche imprenditore fortunato possa risolvere o almeno attenuare i propri problemi finanziari”.