di Redazione
Incontro preliminare a Roma tra Confeserfidi e Banca d’Italia, per il riconoscimento di intermediario vigilato. L’audizione si è tenuta lo scorso 4 febbraio, durante la quale l’amministratore delegato Bartolo Mililli, il presidente Roberto Giannone e la dottoressa Barbara Paternò, responsabile dell’ufficio Affari Generali ed Organizzazione di Confeserfidi, hanno illustrato l’attività che il Confidi ha svolto nel corso degli anni e che ha posto in primo piano le aziende che investono e si sviluppano nell’intero territorio siciliano.
Le informazioni acquisite da Banca Italia saranno utili in sede di analisi della richiesta di iscrizione che sarà presentata, completa in ogni sua forma, nei prossimi mesi. E’ stato illustrato anche il piano strategico ed industriale di Confeserfidi soffermandosi anche sugli aspetti centrali di un intermediario vigilato ed in particolare l’adeguatezza patrimoniale, la valutazione dell’organizzazione, l’adeguatezza dei sistemi informatici ed il sistema contabile. Tutti elementi che devono rispondere alle disposizioni della Vigilanza finalizzati alla sana e prudente gestione dell’intermediario finanziario.
L’iscrizione nell’elenco speciale, rappresenta un momento epocale per il primo consorzio di garanzia fidi in Sicilia e per le 7 mila imprese associate. Un atto importante per Confeserfidi e per tutte le imprese associate.
Oggi per Confeserfidi, riconosciuta come una forte e solida organizzazione che ha raggiunto un grado di patrimonializzazione in linea con quanto previsto dalle norme di vigilanza, si apre una nuova era durante la quale sarà legittimata a garantire crediti dell’erario senza limitazioni o particolari ulteriori.
Far parte dell’elenco dei “confidi 107” fa assumere all’istituto di garanzia fidi una posizione di assoluto prestigio nel sistema economico finanziario nazionale, in quanto rappresenterà sempre di più l’anello fra le banche e la piccola e media impresa. Un salto di qualità che vedrà Confeserfidi trasformarsi in un istituto creditizio vero e proprio.
“I Confidi con l’iscrizione all’art. 107, tra le altre cose- spiega l’Ad Bartolo Mililli- sono legittimati a garantire crediti dell’erario senza limitazioni. Saremo tra i pochi Confidi, in ambito nazionale, ad assumere dimensioni sempre più importanti e volumi sempre più ampi di credito tanto da dover essere iscritti all’articolo 107 del regolamento degli intermediari vigilati da Banca d’Italia. Sono soddisfatto dei risultati già raggiunti perché deteniamo un capitale sociale di oltre 5,5 milioni di euro e una consistenza dei fondi rischi pari a 16 milioni e 160 mila euro ed abbiamo garantito durante la nostra attività circa 500 milioni di finanziamenti agevolati alle imprese siciliane”.
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