di Redazione
Per contrastare gli effetti della stretta creditizia, la Commissione europea ha deciso di attenuare, in via eccezionale, per due anni (2009 e 2010) i vincoli agli aiuti di Stato alle Pmi. La Confeserfidi saluta con particolare favore la decisione assunta della Commissione europea.
Sul credito alle piccole e medie imprese è sceso il gelo, come confermano anche i dati relativi alle garanzie erogate alle aziende minori da alcuni dei principali Confidi (i consorzi che hanno il compito proprio di aiutare le aziende nel rapporto con le banche). Da metà settembre la situazione è ancora peggiorata. Proprio per contrastare gli effetti della stretta creditizia, la Commissione europea ha deciso di attenuare in via eccezionale per due anni (2009 e 2010) i vincoli agli aiuti di Stato alle Pmi. In particolare si prevede che siano considerati compatibili con il trattato UE gli aiuti pubblici alle imprese che non erano in crisi finanziaria all’1 luglio di quest’anno ma che possono essere entrate in crisi successivamente a tale data alle seguenti condizioni: 1) Contributi in un’unica soluzione fino ad un massimo di 500 mila euro per impresa nel biennio 2009-2010. 2) Per gli aiuti in forma di garanzia si concede una riduzione delle commissioni minime eque sotto le quali si presume aiuto; tale riduzione è del 25% per le Pmi e del 15% per altre imprese; analoghe riduzioni percentuali sono concesse sui premi equi calcolati secondo metodologie approvate dalla Commissione; l’importo massimo dei prestiti ammessi a tali garanzie non può superare il costo del lavoro registrato nel 2008. 3) Per i prestiti a tasso agevolato il limite di tasso sotto il quale si presume aiuto (tasso di riferimento) è ridefinito per i prestiti che saranno concessi entro il 31.12.2010, ma solo per gli interessi pagati prima del 31.12.2012
Il presidente della Confeserfidi, Bartolo Mililli saluta con particolare favore l’intervento della commissione europea: “Le Regioni e i Ministeri, che stanno lavorando sulle misure anticrisi non potranno ignorare questo nuovo menu di opzioni che la Commissione ha preparato. Il nostro impegno è proiettato a “ leggere” con tempestività il nuovo stato di cose e di studiare azioni che raggiungano efficacemente le imprese su cui enti pubblici e istituzioni in generale allenteranno la morsa sulle rigide regole.
E’ importante, comunque, sostenere i legami tra banche confidi e aziende di un territorio che insieme sviluppano profitto. Divengono inevitabili politiche economiche a sostegno della domanda ed a stimolo delle attività economiche”
Mililli sottolinea l’importante ruolo dell’approccio culturale degli imprenditori “ancora poco attenti ad una formazione manageriale, ad un attento e puntuale ricambio generazionale, all’evoluzione del dimensionamento dell’impresa (incapacità o non volontà di fare aggregazione e cultura delle reti). E’ necessario puntare sulla qualità e sul valore aggiunto alla produzione”
Sul credito alle piccole e medie imprese è sceso il gelo, come confermano anche i dati relativi alle garanzie erogate alle aziende minori da alcuni dei principali Confidi (i consorzi che hanno il compito proprio di aiutare le aziende nel rapporto con le banche). Da metà settembre la situazione è ancora peggiorata. Proprio per contrastare gli effetti della stretta creditizia, la Commissione europea ha deciso di attenuare in via eccezionale per due anni (2009 e 2010) i vincoli agli aiuti di Stato alle Pmi. In particolare si prevede che siano considerati compatibili con il trattato UE gli aiuti pubblici alle imprese che non erano in crisi finanziaria all’1 luglio di quest’anno ma che possono essere entrate in crisi successivamente a tale data alle seguenti condizioni: 1) Contributi in un’unica soluzione fino ad un massimo di 500 mila euro per impresa nel biennio 2009-2010. 2) Per gli aiuti in forma di garanzia si concede una riduzione delle commissioni minime eque sotto le quali si presume aiuto; tale riduzione è del 25% per le Pmi e del 15% per altre imprese; analoghe riduzioni percentuali sono concesse sui premi equi calcolati secondo metodologie approvate dalla Commissione; l’importo massimo dei prestiti ammessi a tali garanzie non può superare il costo del lavoro registrato nel 2008. 3) Per i prestiti a tasso agevolato il limite di tasso sotto il quale si presume aiuto (tasso di riferimento) è ridefinito per i prestiti che saranno concessi entro il 31.12.2010, ma solo per gli interessi pagati prima del 31.12.2012
Il presidente della Confeserfidi, Bartolo Mililli saluta con particolare favore l’intervento della commissione europea: “Le Regioni e i Ministeri, che stanno lavorando sulle misure anticrisi non potranno ignorare questo nuovo menu di opzioni che la Commissione ha preparato. Il nostro impegno è proiettato a “ leggere” con tempestività il nuovo stato di cose e di studiare azioni che raggiungano efficacemente le imprese su cui enti pubblici e istituzioni in generale allenteranno la morsa sulle rigide regole.
E’ importante, comunque, sostenere i legami tra banche confidi e aziende di un territorio che insieme sviluppano profitto. Divengono inevitabili politiche economiche a sostegno della domanda ed a stimolo delle attività economiche”
Mililli sottolinea l’importante ruolo dell’approccio culturale degli imprenditori “ancora poco attenti ad una formazione manageriale, ad un attento e puntuale ricambio generazionale, all’evoluzione del dimensionamento dell’impresa (incapacità o non volontà di fare aggregazione e cultura delle reti). E’ necessario puntare sulla qualità e sul valore aggiunto alla produzione”
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