Economia
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01/07/2010 13:00

ConfeserFidi muove i primi passi da “Confidi 107”

In una lettera al Cda di ConfeserFidi il plauso del Sindaco Giovanni Venticinque per il prestigioso riconoscimento

di Leuccio Emmolo

Scicli – A nome mio personale e dell’amministrazione comunale porgo a lei ed ai suoi collaboratori un plauso per il prestigioso riconoscimento, che conseguito il consorzio ConfeserFidi da parte della Banca d’Italia, a conferma dell’attività profusa nel corso degli anni con impegno e responsabilità, assicurando a numerose aziende l’accesso ai finanziamenti che hanno influito a migliorare il sistema economico ibleo” Così il sindaco di Scicli, Giovanni Venticinque esprime compiacimento per il riconoscimento “confidi 107” ottenuto, nelle scorse settimane dal primo consorzio di garanzia fidi in Sicilia.

L’attestato di stima del Sindaco della città dove il confidi ha la sede centrale- dice l’amministratore delegato di ConfeserFidi Bartolo Mililli- ci inorgoglisce e ci spinge a dare sempre di più alla economia reale della Sicilia. Per noi (confidi 107) è già cominciato un campionato di serie superiore, consapevoli che non tutti i meccanismi di gioco sono perfezionati e che tanti aggiustamenti dovranno essere apportati in corso d’opera ma, anche convinti di aver posto delle solide basi per poter dare rilevanti benefici alla nostra proprietà: gli 8000 soci ConfeserFidi.

Il consorzio in questi anni, ha cambiato completamente pelle.

Tutto ciò e stato possibile perché la trasformazione in intermediario vigilato è stata colta, in primis dal CDA e dall’Alta Direzione e poi da tutti i collaboratori, come un’opportunità per migliorare la gestione e l’efficienza aziendale e poter dare un maggior livello di mutualità agli associati.

Il processo di avvicinamento al 107 è iniziato con una ristrutturazione che ha modificato radicalmente l’assetto organizzativo ed i sistemi gestionali, definendone l’impianto generale che è poi stato perfezionato nel corso del percorso.

I maggiori interventi hanno riguardato: l’introduzione di nuovi uffici separati dalle strutture operative (in staff al CdA) per lo svolgimento delle attività previste dalla Vigilanza, ovvero: Internal Audit, Controllo Rischi e Compliance; l’introduzioni di nuovi uffici (in staff all’Amministratore Delegato) per lo svolgimento sistematico di alcune attività precedentemente svolte in modo un po’ più superficiale: Pianificazione Finanza e Controllo di Gestione, Legale e Contenzioso, Monitoraggio Portafoglio Garanzie; la ri-definizione del processo di gestione delle garanzie ed il perfezionamento del sistema di valutazione del merito creditizio. In tal modo si è inteso salvaguardare sia la velocità d’azione del Confidi richiesta dai soci, sia un adeguato controllo direzionale da parte dell’organo di governo”.

Il processo di cambiamento effettuato- ha spiegato il presidente di ConfeserFidi, Roberto Giannone- ha richiesto a tutto il personale ConfeserFidi, dalla Direzione aziendale a ciascun collaboratore, di mettere in discussione il modo di agire, le prassi operative seguite, gli atteggiamenti lavorativi consolidati nel tempo. La nuova struttura 107 ed i nuovi sistemi hanno, infatti, richiesto la diffusione di una cultura organizzativa con essi coerente, che facesse perno su uno stile di direzione più partecipativo e sui valori portanti della conformità alle norme e dell’orientamento al cliente.

Il mutamento è stato, pertanto, costantemente accompagnato con azioni culturali (principalmente attività formative) che incidessero sulle conoscenze, sulle capacità operative e sui comportamenti dei collaboratori.

Seppure il cambiamento culturale non può ancora essere considerato completamente compiuto, esso ha già prodotto notevoli risultati, fra cui: sviluppo di una gestione più manageriale del Confidi imperniata sulla pianificazione strategica e su processi decisionali basati sulla reportistica aziendale; maggior coinvolgimento dei responsabili degli uffici che hanno un più elevato livello delega rispetto al passato ed interagiscono maggiormente con l’Alta Direzione per l’effettuazione delle scelte gestionali; diffusione di una “cultura dei controlli” e della “conformità alla normativa interna ed esterna” che ha permesso un più accurato presidio dei rischi operativi e diffusione di una cultura orientata al soddisfacimento dei bisogni dei clienti (interni ed esterni) ed allo sviluppo del livello di collaborazione fra i vari uffici”.