di Redazione
E’ da un anno che il Consorzio Universitario di Ragusa langue per una crisi depressiva che ha preso il posto all’entusiasmo dei primi tempi.
Troppi i costi, incapaci gli amministratori, distanti e irresponsabili i politici, soli gli studenti, assente nelle comunità di riferimento la cultura universitaria, nemico l’ateneo di Catania. L’evento più straordinario e dirompente nella storia della Provincia si è trasformato in un guaio.
Lo dicono gli esperti, dal Rettore il quale scrive che Medicina non può reggere senza le cliniche, ai deputati che dovevano immolarsi, ma che purtroppo non sono pronti essendo la materia assai ingarbugliata e faticosa.
Nell’attesa che si cambi lo Statuto, che lo Stato possa riconoscerci i meriti che non abbiamo, che il presidente venga scelto, che i soci siano rispettosi delle regole, che gli studenti abbiano servizi idonei, cosa fanno alla Regione Siciliana? Nominano un altro revisore dei conti. Si dirà: che c’è di male?
Qualcosa c’è di male perchè i revisori dei conti al Consorzio Universitario già ci sono. C’è una folla di revisori. Per legge dovrebbero essere tre, bastano e avanzano; ma a Ragusa è meglio abbondare ed allora ecco i risultati: tre revisori (Buffa, Migliorisi, Barrano) designati da Comune e Provincia più due dalla Regione (Cannizzaro e Ferrarello) uno per l’assessorato regionale Beni Culturali e l’altro per l’assessorato regionale Bilancio e Finanze. Siamo a quota 5, due in più della norma, due in più che fanno lievitare i costi e che però sanno contare il peso complessivo dell’impresa da loro ulteriormente gravata. Orgogliosi della generosità della terra siciliana non si negano dunque poltroncine anche perchè è da tempo che conviviamo con l’esubero di revisori senza mai riscontrare sofferenza alcuna.
Oggi la novità: il sesto revisore. Si tratta del Ragioniere Rosario Cassarino di Vittoria designato dall’assessore regionale Guido Lo Porto. Quali i motivi di questo affollamento del collegio revisori non si sa. Sono talmente intricati i nostri conti da mettere in difficoltà 5 revisori? Oppure si tratta di una forma di par condicio tra amministratori e revisori essendo appunto 6 i componenti del consiglio di amministrazione?
Quindi abbiamo: Migliore, Malfitano, Accardi, Bitetti, Arezzo, Antoci, a cui corrispondono altrettanti revisori dei conti, uno a testa. Un regime poliziesco in questo Consorzio: un amministratore ed un controllore! Forse è solo l’inizio perchè se dovessero subentrare i deputati che sono 9 (Zago, Incardona, Ammatuna, Leontini, Ragusa, Battaglia, Mauro, Minardo, Drago) è chiaro che il sesto revisore è da considerarsi poca cosa.
E’ chiaro altresì che essendo la nomina dei revisori dettata oltre che da iscrizione all’albo da simpatia ed intuito personali, la pratica della spartizione sarà sempre la guida spirituale preferita. In quest’ottica un bravo va non solo a Lo Porto bensì a colui che ha suggerito il nome del ragioniere vittoriese di fresca designazione. La città di Vittoria merita senz’altro un posticino seppur oscuro, banchetto e lapis, al Consorzio Universitario; l’importante infatti è riuscire al più presto a mettere mano alla situazione.
Hanno cominciato al contrario i deputati, infilandoci un piede. Piano piano l’occupazione sarà completa. E la crisi continua.
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