di Redazione
E’ stato convalidato ieri mattina, dal giudice monocratico, Patricia Di Marco, l’arresto del pluripregiudicato Giuseppe Ruggieri, 41 anni, sciclitano, conosciuto come Pino. L’uomo, era stata scarcerato da pochissimi giorni è finito, nuovamente, in stato di detenzione, per opera dei carabinieri della Compagnia di Modica e della Stazione di Scicli, che lo avevano prelevato nell’abitazione dei genitori, in Via Ranuncolo, al Villaggio Jungi. Ruggieri aveva obbligo di dimora a Cerro Maggiore, nell’interland milanese, così come prevedeva la deliberazione della magistratura in seguito alla sua scarcerazione arrivata lo scorso 29 novembre, dopo avere scontato alcuni anni di carcere. Evidentemente non ha resistito al richiamo affettivo di riabbracciare i genitori.
Il magistrato modicano ha deciso di emettere misura cautelare alternativa disponendone i domiciliari presso l’Ospedale Busacca di Scicli, per via delle precarie condizioni di salute in cui versa Pino Ruggieri. L’uomo nel 1999 era stato arrestato nel corso dell’operazione denominata “Firefox”, quando si contarono ben ventidue attentati incendiari e due omicidi, e per la quale fu condannato e richiuso nelle carceri di Parma. Ruggieri aveva dato vita a una organizzazione criminosa di diciottenni che avrebbe dovuto seminare il terrore e capitalizzare il monopolio del racket delle estorsioni a Scicli e soprattutto lungo la sua fascia trasformata, dove insistono molte aziende agricole dall’appetibile fatturato. La Dda di Catania pose fine a quella stagione di terrore, assicurando i presunti responsabili degli attentati incendiari di quell’estate.
Il giudice del Tribunale di Modica, di concerto con il pubblico ministero, Maria Mocciaro, ha deciso di inviare gli atti alla Procura della Repubblica di Milano, che dovrà fissare il processo per direttissima.
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