di Redazione

PALERMO, 16 SET “A livello normativo abbiamo degli strumenti finalmente efficaci e rigorosi per combattere estorsioni, traffici di stupefacenti, omicidi e tutte quelle manifestazioni di mafia militare, ma ci troviamo sostanzialmente disarmati rispetto al contrasto di quei reati e quelle condotte che esplicano quella capacità che è anche delle mafie di penetrare con la corruzione il mondo istituzionale e delle pubbliche amministrazioni”. Lo ha detto il sostituto procuratore Antonino Di Matteo, ora alla Direzione nazionale antimafia, nel corso dell’incontro “Giustizia e bellezza contro corruzione e mafia” organizzato nell’ambito della festa di Avvenire al palazzo arcivescovile di Monreale. “Ecco perché ha aggiunto anche noi magistrati avvertiamo a volte il pericolo di una giustizia a due velocità: rigorosa e a volte anche spietata nei confronti della criminalità comune, ma che non riesce ad essere altrettanto spietata nei confronti del potere criminale”.
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