Attualità
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29/02/2020 07:34

Corruzione:comitato affari gestiva pratiche Comune Palermo

di Redazione

PALERMO, 29 FEB Un comitato di affari fatto da
consiglieri comunali, funzionari del Comune, professionisti e
imprenditori avrebbe gestito irregolarmente pratiche edilizie.
   
Emerge dall’inchiesta della Procura di Palermo che ha portato
agli arresti domiciliari per due consiglieri comunali, due
dirigenti del Comune, due imprenditori e un architetto.
Dall’indagine è venuto fuori che nel 2016, l’architetto Fabio
Seminerio, oggi arrestato, presentò per conto di numerosi
imprenditori tre progetti per la lottizzazione di aree
industriali dismesse del Comune di Palermo (via Maltese, via
Messina Marine e via San Lorenzo) e per la realizzazione di 350
unità abitative di edilizia sociale residenziale convenzionata.
   
Per derogare al piano regolatore generale, condizione necessaria
per effettuare i lavori, era necessario che il Consiglio
Comunale attestasse il pubblico interesse delle iniziative.
L’istruttoria sulle proposte di deliberazione fu curata da
Mario Li Castri, all’epoca a capo dell’Area Tecnica del Comune,
anche lui arrestato, che, in evidente situazione
incompatibilità, essendo stato socio in affari di Seminerio,
rilasciò parere favorevole anche in mancanza di alcuni requisiti
di ammissibilità in materia di edilizia convenzionata. In
cambio, dagli imprenditori Francesco La Corte e Giovanni Lupo,
interessati all’approvazione dei piani, avrebbe ottenuto la
promessa di assegnare a Seminerio la direzione dei lavori.
   
L’architetto avrebbe girato poi a Li Castri una parte dei
profitti incassati a seguito dell’approvazione da parte del
Consiglio Comunale delle tre proposte di deliberazione.
Al buon esito dell’affare avrebbe partecipato anche Giuseppe
Monteleone, ex dirigente dello Sportello Unico Attività
Produttive, che avrebbe curato la delibera relativa all’ex area
industriale di via San Lorenzo.
I consiglieri comunali arrestati Sandro Terrani e Giovanni Lo
Cascio, poi, in cambio di regali, si sarebbero mossi per
velocizzare la calendarizzazione e l’approvazione delle tre
proposte di costruzione in deroga al piano regolatore.
Il 7 novembre 2019 il Consiglio Comunale espresse comunque
parere contrario alle proposte.
In un altro episodio Li Castri, sempre nel suo ruolo di
dirigente comunale, avrebbe accordato una variante a una
concessione edilizia della ditta dei due imprenditori, la
BIOCASA, consentendo di aumentare le unità abitative da
realizzarsi da 72 a 96. Il progetto era stato redatto anche in
questo caso dal suo ex socio in affari Seminerio, a cui fu
assegnato l’incarico di direttore dei lavori.
Monteleone, ex dirigente dell’Area Tecnica, avrebbe curato
anche alcune pratiche di concessione edilizia presentate dalla
BIOCASA per la realizzazione di un ulteriore complesso
immobiliare sempre a Palermo, avallando varianti in aumento per
consentire la realizzazione di un maggior numero di unità
abitative (da 96 sarebbero arrivate a 133). In cambio, gli
imprenditori avrebbero garantito una mazzetta di 15mila euro. I
due costruttori poi avrebbero dato a una strettissima amica di
Monteleone diversi incarichi professionali, facendole incassare
grosse somme di denaro. (ANSA).