di Redazione
“L’Udc questi ragionamenti li faceva in tempi non sospetti, già da quando Casini, nel momento in cui sembrava essere uscito di senno, parlava di realizzare un’alternativa alla Sinistra, ricercando un superamento alla Casa delle libertà, facendo riferimento alle esperienze che altri amici moderati, in altre coalizioni, stanno vivendo.
Tutto ciò la dice lunga sulla necessità di costruire un contenitore politico-ideologico dove queste esperienze possano riversarsi, non per implodere, ovviamente, bensì per diventare progettualità politica.
E’ chiaro, è ovvio, che si tratta di una fase che passa dalla cruna dell’ago rappresentata dal sistema elettorale.
Fin quando non cambierà, è veramente velleitario pensare ad una casa dei moderati”.
La mano tesa di Drago? “Non è un problema di campagna acquisti come ipotizza qualcuno piuttosto è la mano tesa di un leader di partito che ha condiviso il disagio di altri amici che, voglio ricordarlo, erano assieme ad alcuni di noi nella Democrazia Cristiana.
Sappiamo esattamente come abbiamo vissuto tutti questi anni, in quali ambiti siamo stati per certi versi costretti dal sistema elettorale, rinchiusi in un’alleanza non tanto politica ma strategico elettorale con lo scopo di vincere. Ritengo abbia fatto bene l’on. Drago a tendere la mano.
C’è poco da offrire, poco da dare, non stiamo parlando di affidare posti o di assegnare sottogoverno o altro; occorre valutare la nascita di un progetto politico che può anche portare alla creazione di un laboratorio comune.
Su Pozzallo penso che questa vicenda sia stata impostata male, non è stato il frutto di un ragionamento politico sviluppato a monte, bensì la reazione di dirigenza locale che aveva voglia di svecchiare l’ambiente e che però non ha condiviso con l’intero partito, con l’intera classe dirigente, questa voglia di una esperienza diversa.
Forse qualcuno ha fatto il passo troppo in avanti, voleva fare il furbo, voleva accaparrarsi questa primogenitura che poi non c’è stata, e come sempre avviene quando si è un tantino presuntuosi nel tentare di governare gli eventi, l’elettorato ha detto no”.
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