Grave una turista milanese di 67 anni
di Redazione
San Vito Lo Capo, Trapani – Brutto episodio di intossicazione al Cous Cous Fest, in corso di svolgimento a San Vito Lo Capo.
Una turista milanese di 67 anni è stata ricoverata d’urgenza all’ospedale di Trapani, dopo aver mangiato del tonno in un ristorante di San Vito Lo Capo. La donna ieri si è sentita male dopo avere mangiato una fetta di pesce arrosto e del tonno affumicato.
La donna è stata colta dalla “sindrome sgombroide” provocata dall’istamina che determina un abbassamento improvviso della pressione. La turista già era sotto cura osservando una terapia per tenere bassa la pressione. La donna è salva grazie all’intervento dei rianimatori del 118 di Palermo. Le sue condizioni sono ancora serie. Sull’intossicazione indagano i carabinieri del Nas.
La sindrome sgombroide – conosciuta anche come HPF (Histamine Fish Poisoning) – è una malattia alimentare simil-allergica causata dall’ingestione di prodotti ittici alterati. Responsabile di tale sindrome è la presenza della cosiddetta sgombrotossina, una miscela di istamina e altre ammine (come putrescina e cadaverina) prodotte dalla decomposizione di alcuni amminoacidi, presenti nei tessuti dei prodotti ittici.
Le concentrazioni di istidina libera sono maggiori nelle specie ittiche appartenenti alla famiglia Scombridae, come il tonno e lo sgombro; in generale tale amminoacido abbonda in tutte le specie migratorie. Occorre comunque considerare che l’intossicazione da istamina non è propria solo del consumo di pesce, essendo essa presente in diversi alimenti (soprattutto quelli fermentati e le carni in scatola); di ciò occorre tener conto anche qualora il pesce venga consumato insieme ad altri alimenti ricchi di istamina (crauti, salsa di soia, tamari ecc.) o in grado di potenziarne l’azione.
Esistono sensibili differenze nella tolleranza individuale all’istamina contenuta negli alimenti; alcune persone, definite “istamino-sensibili”, accusano più facilmente problemi in seguito all’ingestione di alimenti ricchi di tale ammina.
I sintomi della sindrome sgombroide compaiono rapidamente (da pochi minuti a 2-3 ore, in media 90 minuti) dopo l’ingestione dell’alimento e comprendono mal di testa, iperemia congiuntivale, bocca che brucia, eritema (rossore diffuso della cute), orticaria, nausea, vomito, diarrea e dolori crampiformi addominali. Nelle forme più gravi di sindrome sgombroide, comunque rare, possono insorgere difficoltà respiratorie, palpitazioni, ipotensione e ischemia miocardica.
La prevenzione della sindrome sgombroide prevede il rispetto delle corrette modalità di conservazione e di gestione del prodotto (HACCP); a livello domestico è bene verificare lo stato di freschezza del prodotto ed eliminare quello alterato; corretta gestione della catena del freddo: utilizzare eventuali borse termiche per il trasporto dal luogo di acquisto a quello di consumo o conservazione; evitare di ricongelare prodotti scongelati; rispettare le date di scadenza riportate nelle confezioni; dopo l’apertura, consumare in giornata eventuali prodotti in scatola (in alternativa travasare immediatamente il prodotto non utilizzato in contenitori per alimenti e conservarlo in frigo) evitare di lasciare a lungo a temperatura ambiente pietanze a base di pesce e prodotti della pesca prima del consumo.
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