Il 31enne di origine serba, ma con cittadinanza svizzera, si trovava nel locale come buttafuori
di Redazione
Svizzera – Aveva trentun anni, Stefan Ivanović, e faceva il buttafuori a Le Constellation. A Crans-Montana, nella notte di Capodanno, mentre fuori c’era chi rideva e brindava, dentro quel locale la festa si è trasformata in un inferno. Il fumo ha divorato l’aria, il calore ha preso spazio, le luci sono diventate fuoco. Stefan non è scappato. Ha visto la confusione e ha indicato l’uscita a chi non riusciva più a orientarsi, ha sostenuto chi barcollava, ha spinto avanti chi era paralizzato dal panico.
È morto per salvare altre vite.
Il 31enne di origine serba, ma con cittadinanza svizzera, si trovava nel locale come buttafuori. Come riporta la stampa locale, una volta scoppiate le fiamme, non è scappato via ma ha aiutato a salvare altre vite. Ha trascinato fuori diversi clienti, poi è rientrato per aiutare altri.
La famiglia
La famiglia ha sperato che Stefan fosse ancora vivo, anche perché il suo telefono cellulare risultava raggiungibile anche dopo l’incendio. “Era all’ingresso e faceva entrare quei giovani nel bar. Tuttavia, quando i primi clienti gli hanno detto cosa stava succedendo, che c’era un incendio, è entrato e ha spinto fuori alcuni adolescenti, poi è tornato dentro e in qualche modo è rimasto intrappolato. È stato descritto molto bene da una donna francese che è immediatamente uscita quando è scoppiato l’incendio. Lei lo ha avvertito e lui è entrato subito. Si è comportato in modo eroico”, ha raccontato l’imprenditore servo Aco Kalajdzic.
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