di Redazione
Palermo, 12 giu. “In Italia la crescita è ancora troppo fragile ed incerta. Nell’ultimo ventennio il nostro Paese non ha saputo approfittare dei cambiamenti che offrivano le nuove tecnologie. Questo si è tradotto in una caduta verticale della crescita nel settore tecnologico. Adesso le riforme strutturali non sono più rimandabili anche se le risorse sono limitate”. A dirlo a Palermo è stato Giuseppe Arrica, direttore della Banca d’Italia di Palermo, durante la presentazione del report sull’economia della Sicilia. ”Abbiamo un’eredità pesante ha aggiunto lasciata dalla crisi. Abbiamo avuto un crollo drammatico della domanda interna e le ricadute negative hanno colpito soprattutto l’occupazione, con la perdita di più di un milione di addetti”. Una cornice “non positiva” in cui si inserisce il dato siciliano. “L’auspicio ha concluso Arrica, che a fine giugno andrà in pensione lasciando la guida della sede di Bankitalia di via Cavour è che la Sicilia riesca a realizzare quanto prima una svolta. Sono convinto che abbia la capacità di farlo, perché la consapevolezza della crisi è ormai un patrimonio di tutti e in ciascuno di noi alimenta la volontà di reagire”.
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