di Redazione
Roma, 12 mar. La crisi ha fatto fare agli italiani un passo indietro sull’alimentazione di qualita’, la moda e perfino la formazione e l’istruzione. Nonostante la lieve ripresa dei consumi registrata nel 2015, i bilanci e le spese degli italiani continuano ad essere distanti dai livelli precrisi: nell’anno appena concluso, infatti, la spesa media annuale delle famiglie si e’ attestata su 22.882 euro, ancora 855 euro in meno rispetto al 2007 (3,7%), mentre i risparmi familiari, nello stesso periodo, si sono contratti addirittura del 25%. E’ quanto emerge dalle stime dell’Ufficio Economico di Confesercenti, elaborate a partire da dati Istat, tenendo in considerazione la spesa media annuale effettiva, al netto quindi dei fitti figurativi. Crescono, invece, le spese fisse, che assorbono una quota sempre maggiore del budget familiare. Rispetto al 2007, i nuclei del nostro paese spendono molto di piu’ per le uscite legate alla casa, all’acqua, all’elettricita’ e ai combustibili per il riscaldamento (+536 euro), ma anche per le spese sanitarie e per la salute (+142 euro). L’aumento dei costi fissi ha portato le famiglie, nel tempo, a tagliare il budget riservato alla maggior parte delle voci di spesa, riorientando i propri acquisti su prodotti di minor valore o rinunciando a beni e servizi percepiti come non indispensabili. Il fenomeno di orientamento verso il basso della spesa diventa piu’ evidente se si esamina il dettaglio dei prodotti alimentari. Cresce infatti la spesa per frutta e ortaggi (+164 euro rispetto al 2007) e per zuccheri e dolciumi (+91 euro), ma diminuiscono le risorse destinate a tutti i prodotti di maggior costo e pregio. In primis la carne (100 euro) e il pesce (74 euro), ma alla revisione di spesa non sfuggono nemmeno pane e cereali (69 euro), olio (50 euro), latte, formaggi e uova (48) e bevande (6). .
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