"Avevo 90 dipendenti, ne ho tre"
di Vittoria Terranova
Ragusa – Nei giorni in cui l’Assemblea Regionale Siciliana vara la nuova legge sugli appalti pubblici, in provincia di Ragusa le ditte che hanno fatto del loro core business l’interlocuzione con gli enti pubblici si leccano le ferite.
“Nel 2008 in provincia di Ragusa sono stati appaltati lavori pubblici per 75 milioni di euro, nel 2010, la cifra è scesa a quota 10 milioni”.
A parlare è Oreste Milardi, ingegnere, titolare della ditta I.C.M. Srl, quasi trenta anni di carriera.
Che succede in Sicilia?
“Succede che le pubbliche amministrazioni non hanno più capacità di spesa, e di progettualità. I Fondi Europei della programmazione 2007/ 2013 non vengono spesi, rischiamo di farli perdere e di restituirli all’Europa”.
Per colpa di chi?
“Il Governo regionale blocca e rallenta qualunque processo di sviluppo. E poi c’è l’apparato burocratico. Si pensi che alcuni Enti Pubblici di questa provincia fanno passare anche quattro anni dal giorno dell’approvazione di un progetto di consolidamento o messa in sicurezza al giorno in cui i lavori iniziano”.
E per le opere in corso?
“Facciamo alcuni esempi concreti. Il nuovo Ospedale di Ragusa, intitolato a Giovanni Paolo II. La ditta appaltatrice ha realizzato lavori, per conto dell’Asp di Ragusa, per un importo di circa 4 milioni e mezzo di euro. L’Asp non è in grado di assolvere al proprio debito, ha bandito una gara per trovare un istituto di credito partner nella negoziazione di un mutuo, ma è andata deserta ben due volte.
Le aziende del territorio che hanno in subappalto i lavori, fra cui la mia, hanno anticipato lavoro e risorse economiche, e quindi aspettano che la ditta venga saldata, per essere a sua volta pagata.
Altro esempio: la Provincia Regionale di Ragusa deve saldare alla mia società una fattura del 2008, dopo diffide e solleciti (“acqua fresca”, diremmo in dialetto siciliano), il Tribunale di Ragusa emette un decreto ingiuntivo ma l’Ente non ha i soldi poiché sono stati stornati dal capitolo di spesa, quindi per interrompere i termini l’Ente si oppone. Ecco, forse nel 2014 riesco ad incassare. Le imprese sono in grande difficoltà, sia per la mancanza di lavoro che per la mancanza di liquidità”.
E con le gare per la progettazione?
“Ci sono colleghi professionisti che fanno il 70% di ribasso, siamo all’umiliazione professionale”.
I politici vi aiutano?
“Purtroppo la nostra attuale classe dirigente cavalca i movimenti di opinione su raddoppio della Ragusa-Catania e apertura dell’aeroporto di Comiso, battaglie sacrosante, per carità. Peccato che vi siano altre vertenze da interpretare. Le grandi opere vengono realizzate dalle grandi imprese nazionali ma le ditte del territorio non hanno più commesse da qualche anno. Dove è la capacità di spesa? E quella progettuale? Possono gli Enti pubblici, dagli uffici regionali ai comuni rallentare ogni passaggio che dal progetto porta all’appalto e alla realizzazione dell’opera? Può il Governo Regionale e il nostro Governatore rallentare ogni decisione facendola passare dal setaccio della politica?
Fino a due anni fa avevo 90 dipendenti, e fra questi dieci tecnici, fra ingegneri, geometri, architetti. Sa quanti dipendenti ho oggi? Tre”.
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