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06/04/2026 22:07

Cristo Risorto di Scicli, il Gioia non sia affidato all’incoscienza e agli algoritmi

Fatta salva la buona fede di tutti, ci sono limiti da non superare.

di Redazione

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Scicli – Quanti, sciclitani e non, amano la festa del Cristo Risorto di Scicli sanno bene che il fascino della celebrazione dell’Uomo Vivo è nella sregolatezza della processione della statua del cosiddetto “Gioia”.

Accade ora che tutti i fenomeni che hanno una dimensione identitaria, folcloristica e talvolta culturale sono destinati, nella società che tutto mercifica per farne una fatua “storia” sui social network, a una sorta di moltiplicazione esponenziale che amplifica, esagera tali manifestazioni fino al limite della stonatura.

Da qualche anno a questa parte la festa del Gioia di Scicli, complice la circostanza che non esistono processioni pasquali serali, eccezion fatta per l’invenzione della Pasqua serale a Modica negli ultimi dieci anni, è diventata meta di un pubblico strabocchevole di difficile contenimento e forse destinato ad aumentare in futuro.

Occorre perciò che i portatori del Cristo abbiano regole di buon senso e leadership responsabili che tutelino la banda musicale, vera protagonista della festa, e gli spettatori.

Aggiungere orpelli, fumogeni da stadio, effetti speciali, musiche campionate da intelligenze artificiali e algoritmi che citano i “cittadini” invocati per Sant’Agata a Catania, rischiano di trasformare in macchiettistico un sentimento verace che a Scicli ha radici antiche.

Sia chiaro: nessuno mette in dubbio la buona fede di chi ama la festa del Gioia, nessuno mette in dubbio il sentimento di commozione che pervade i più; e la modernizzazione della festa con strumenti tecnologici che sono propri del nostro tempo non è in se’ una circostanza negativa.

Ma c’è un buon gusto, un segno che non bisogna superare.

Nel 2006 Vinicio Capossela diede alle stampe l’album “Ovunque Proteggi” in cui pubblicò “L’Uomo Vivo, inno al Gioia”. Non è una canzone perfetta. E tuttavia assorbe il ritmo della festa, la sua devozione e il suo eccesso, restituendoli in forma musicale, poetica. Non è pulita e non è neutra quella canzone ed è proprio per questo che è viva.

Cosa vogliamo dire con questo?

Serve capire, al di là delle buone intenzioni e della sincera devozione di tutti, che la festa del Risorto a Scicli è una cosa seria, importante, delicata.

Delicata, da maneggiare con cura e con rispetto, evitando gli eccessi, ricordando i rischi che si corrono nella tutela della pubblica incolumità, comprimendo i narcisismi, l’esibizionismo fine a se’ stesso, e il desiderio di stupire a tutti i costi. Con effetti speciali e suggestioni da rave party.

Non è un Luna Park. È la festa della Pasqua cristiana.

Nella Gioia in Cristo Risorto.