Cronaca Il fenomeno

Altra bomba presa prima che esplodesse, Siracusa siede su una polveriera

Ieri il vertice dell’antimafia sui recenti attentati in città: “Più vicende private che racket”

Altra bomba presa prima che esplodesse, Siracusa siede su una polveriera

 Siracusa - La polizia di Siracusa ha sequestrato stamani un ordigno esplosivo e arrestato un 58enne per detenzione di arma clandestina: in casa aveva una pistola lancia razzi calibro 22, priva di matricola; e nel terrazzo di un condominio in viale dei Comuni, dov’è stato fermato, una bomba artigianale di 400 grammi. Solo ieri in città si è tenuta la riunione della Commissione regionale antimafia, con prefetto e vertici provinciali delle forze dell'ordine. Sono almeno tre gli episodi nelle ultime settimane.

Un primo ordigno è esploso lo scorso 19 settembre davanti all'ingresso di un bar in viale Santa Panagia, di fronte al Tribunale, causando lievi danni all’edificio; il 25 settembre una seconda deflagrazione di fronte a un negozio di fiori, nella stessa zona; il 30 settembre una bomba carta è scoppiata davanti a un pub in via Filisto, danneggiando la saracinesca. 

"Gli attentati che sono avvenuti a Siracusa sono riconducibili a vicende private piuttosto che alla criminalità organizzata - ha dichiarato il presidente Claudio Fava al termine dell’incontro -. Sicuramente ci sono anche degli episodi riconducibili al racket delle estorsioni ma purtroppo l'associazionismo antiracket ha perso lo smalto che aveva anni fa. Le denunce sono poche: occorre recuperare il rapporto di fiducia con le istituzioni, serve uno scatto di responsabilità”.


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