Il gip: “E’ tentato omicidio, va contenuto”. Il sindaco di Licata: “Gli chiederò di dimettersi”
di Redazione
Licata – “Mi aveva provocato, vantandosi di essere riuscito a sottrarmi pure un magazzino, non volevo ucciderlo”. Lo spiegherà in tribunale: la Procura di Agrigento ha arrestato Gaetano Aronica (foto), il consigliere comunale di Licata eletto nel 2018 con la Lega, che mercoledì sera ha sparato al socio delle pompe funebri, ferendolo. L’uomo ha agito alla luce del sole: una “confessione” per modo di dire la sua, viste le immagini dell’agguato che l’inchiodano senza scampo al reato di tentato omicidio.
Quattro colpi di calibro 22 detenuta illegalmente, di cui uno “ha frantumato il vetro, lato guida, dell’autovettura della vittima – ricostruisce il giudice – mentre un altro, l’ultimo, sparato da distanza ravvicinata, ha attinto per fortuna solo il braccio di Giuseppe Caico, ma ben avrebbe potuto attingere organi vitali”. Adesso è ai domiciliari col braccialetto elettronico, perché “ove non adeguatamente contenuto – scrive il gip nell’ordinanza di custodia cautelare – c’è il concreto e attuale pericolo che commetta altri reati della stessa specie”.
Aronica voleva estromettere Caico “dalla compagine sociale per questioni societarie afferenti l’agenzia “. Il sindaco di Licata Pino Galanti è incredulo come tanti in città, anche se i suoi dissidi privati erano noti: “In consiglio comunale sembrava tranquillo. Gli chiederò di dimettersi, è una vicenda che ha profondamente turbato la nostra comunità e soprattutto ha causato un notevole danno di immagine”.
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