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Astrazeneca, indagine per omicidio colposo sulla morte del 54enne bresciano

Secondo tutti coloro che lo conoscevano, l’uomo godeva di buona salute: lascia un figlia e una compagna

Astrazeneca, indagine per omicidio colposo sulla morte del 54enne bresciano

 Brescia - La Procura di Brescia ha aperto un’indagine per omicidio colposo sulla fine di Gianluca Masserdotti (foto), deceduto giovedì scorso, a 12 giorni dalla somministrazione della prima dose del vaccino anti Covid Vaxzevria prodotto da AstraZeneca. Anche l’Agenzia italiana per il farmaco (Aifa) sta valutando le correlazioni tra la trombosi, risultata fatale al 54enne, e la somministrazione del siero. L'uomo lavorava in una carrozzeria e, secondo tutti coloro che lo conoscevano, godeva di buona salute.

Dopo l'iniezione ha accusato indolenzimento, febbre e nei giorni successivi stanchezza. Domenica un forte mal di testa e gambe pesanti: caduto in casa, l’uomo era stato portato in ambulanza in ospedale, dov'è stata riscontrata una trombosi. Sottoposto subito ad angioplastica per rimuovere il coagulo, al 54enne è stato necessario un ulteriore intervento per un altro trombo riscontrato alla testa: mercoledì 9 giugno i medici ne hanno dichiarato la morte cerebrale, il giorno successivo la morte per ischemia ed emiparesi sinistra.

Gianluca lascia la figlia Giulia, la compagna Cinzia e la sorella Sonia: i magistrati hanno acquisito subito le cartelle cliniche e disposto l'autopsia sul cadavere. La famiglia, che ha autorizzato l’espianto degli organi, riferisce che “solo fegato e reni” sono stati donati, perché “quasi tutti gli organi erano compromessi dai trombi, cuore compreso”.


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