Cronaca Catania

Augusta riapre il caso: com'è morto Davide Villa? La pista del lotto killer

L’ipotesi della fornitura contaminata da impurità, per spiegare entrambe le morti

Davide Villa, il poliziotto morto a Catania

 Catania – La morte del sottufficiale di Marina Stefano Paternò, in servizio ad Augusta, apre una luce inquietante anche sul decesso del poliziotto dell’anticrimine di Catania Davide Villa, avvenuto il 7 marzo, per trombosi: 12 giorni dopo la somministrazione del vaccino Astrazeneca e non 12 ore dopo come accaduto al militare 43enne residente a Misterbianco, stroncato da un arresto cardiaco improvviso su cui deve ancora far luce l’autopsia. L’evento fatale e la distanza temporale sono le due differenze di due casi dalla dinamica altrimenti simile. Pare che l’agente, 50 anni, non soffrisse di malattie pregresse e avesse iniziato a stare molto male già dal giorno successivo all’inoculazione della dose, peggiorando progressivamente fino al tragico epilogo, 5 giorni fa. La trombosi venosa profonda, tramutatasi in emorragia celebrale, non è stata immediatamente legata alla possibilità che c’entrasse qualcosa col siero.

Anche senza nomi sul registro, l’indagine invece è stata aperta perché la trombosi è proprio una delle conseguenze dell’iniezione, rare ma riconosciute: sebbene la puntura risalga al 23 febbraio, la correlazione potrebbe risultare più stretta del caso di Siracusa. Questo ha visto inizialmente indagate per omicidio colposo 10 persone, poi scremate a 4: si tratta di personale della catena di distribuzione della multinazionale farmaceutica e dell'ospedale militare che ha praticato materialmente l'inoculazione. Un atto dovuto, per consentire l'esame autoptico. "Non bisogna creare allarmismi e questa drammatica vicenda non deve essere sfruttata per fare una campagna contro le vaccinazioni" ribadiscono, dopo la Procura, anche gli avvocati della famiglia, certo "la morte di un uomo sano di 43 anni è veramente allarmante".

La paura è che, come in alcuni paesi europei, circoli un lotto "difettoso" anche sull'Isola ma in tutta Italia: entrambe le vittime hanno infatti ricevuto fiale provenienti dallo stesso, lo stock Abv5300, da cui sono state ricavate fiale consegnate anche in altre regioni. I carabinieri del Nas l’hanno bloccato ieri, su ordine dell’Aifa, che ne ha vietato l’uso sul territorio nazionale: vuole prima farlo controllare dall’Istituto superiore di Sanità, riservandosi di adottare ulteriori provvedimenti in coordinamento con l’Ema. Gli esperti in queste circostanze invitano a non tradurre una convergenza temporale in un nesso di causa-effetto: ora di sicuro verranno esaminate le boccette del lotto sotto osservazione, per studiarne con cura il contenuto. Poi si deciderà se riprendere normalmente la campagna o confermare l'allarme, ma l’esame richiederà tempo.


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