Cronaca Trapani

Avvelenò un cane, consigliera condannata a pulire i giardini pubblici

Sette mesi di carcere “condonati” in servizi sociali, la controllerà il comandante dei carabinieri: i fatti risalgono a più di 5 anni fa

Avvelenò un cane, consigliera condannata a pulire i giardini pubblici

 Santa Ninfa – Dopo le recenti cronache di cani aggressivi, una storia di giustizia al “contrario”. Maria Terranova (foto), consigliere e vicepresidente del Consiglio comunale di Santa Ninfa, nel trapanese, è stata condannata oggi dal giudice monocratico di Sciacca a 7 mesi di reclusione - oltre alle spese processuali e a una provvisionale di 500 euro in sede penale - per aver avvelenato il cane della vicina con delle esche, nel febbraio del 2016. La politica ha ottenuto la pena sospesa ma, in cambio, dovrà effettuare lavori di manutenzione e cura del patrimonio pubblico ivi comprese ville e giardini. Sempre per la durata di sette mesi, non retribuiti.

Il comandante della locale stazione dei carabinieri è stato delegato a verificarne il regolare adempimento. La vittima si chiamava Cecè, un piccolo jack russel di 18 mesi: mori dopo atroci sofferenze per aver ingerito del cibo velenoso per lumache, lasciato dalla donna in una ciotola davanti alla sua casa. L’imputata, denunciata dalla proprietaria dell’animale, si è difesa sostenendo che le esche servivano a uccidere formiche e parassiti che attaccavano le sue piante, e Cecè era venuto a mangiarle. Le motivazioni della dura sentenza di primo grado saranno depositate entro 90 giorni ma la difesa ha già annunciato che ricorrerà in appello, certa “di potere dimostrare l’assoluta estraneità ai fatti contestati” all’imputata.


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