Cronaca Mazara

Denise, la storia infinita: una testimone picchiata e l’altra indagata

Il punto sulle indagini dopo i nuovi “sviluppi” di una vicenda kafkiana, dal finale imprevedibile

Denise, la storia infinita: una testimone picchiata e l’altra indagata

 Mazara del Vallo - Altri paragrafi, altre deposizioni sulla scomparsa di Denise Pipitone: l'eterna ricerca della piccola sparita da ormai 17 anni sta vivendo negli ultimi mesi un ritorno di fiamma con supposizioni e pseudo rivelazioni a ruota libera. Adesso sono spuntati due nuovi testimoni senza volto nè nome. Un lavoro penoso per chi vorrebbe esser certo di quanto riporta e da troppo tempo si ritrova invece costretto a registrare dichiarazioni anonime, fidandosi che l'identità dei mittenti sia nota almeno ai pm di Marsala che hanno riaperto il caso.

Una delle due teste ritenute "chiave" è stata recentemente pestata sotto casa, nel trapanese, da tre ignoti: di certo non si trattato di una rapina, perché non le è stato rubato nulla. Era accaduto il mese scorso pure a una troupe Rai, accolta in città a colpi di casco. "Ho ricevuto notizia di questa aggressione e ho detto subito di informare la Procura - afferma Giacomo Frazzitta -, l’aggressione potrebbe comunque essere dovuta anche ad altri motivi" aggiunge l'avvocato di Piera Maggio, confermando che la donna avrebbe in effetti fatto una segnalazione molto importante riguardo la vicenda, ma che non è dato conoscere perché ancora da suffragare.

Da ambienti investigativi filtra l’indiscrezione di un messaggio ricevuto sul cellulare, in cui una persona nota agli inquirenti confessava così, all’improvviso, l'omicidio della bambina. Un’ammissione di colpevolezza, concedetecelo, abbastanza irrituale. Poi c’è la seconda testimonianza: un’altra donna che il giorno della scomparsa, il primo settembre 2004, alloggiava a Mazara proprio nell’hotel dove lavorava Anna Corona: è sicura d’aver visto Denise in quell'albergo. Era andata alla reception per chiedere degli asciugamani, ha avvertito un certo nervosismo nell'aria e sentito qualcuno che diceva: "Proprio qua dovevi portarla?", intravedendo una bambina dietro l’ombra di una porta.

A questa affermazione però, all’apparenza più verosimile della prima, gli investigatori non credono. Anzi, stanno pensando di denunciare la donna per false dichiarazioni. Come già accaduto per l’ex pm che indagava sul caso, Maria Angioni, auto-consegnatasi all'altra parte della barricata, sulla sbarra degli imputati: lei diceva che Denise era viva con marito e figlia e che, in 17 anni di trambusto mediatico, non s’è mai chiesta nulla. Questa storia sembra vivere sempre di ore "febbrili", a un passo perenne da quella “svolta” continuamente annunciata e puntualmente rimandata. Più che un giornalista, ci vorrebbero Kafka o Ionesco per raccontarla.


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