Cronaca Padova

Madre superiora no vax denunciata al vescovo dal fratello medico

Tornano le “soffiate” in Italia, pure dei familiari. 6 monache segnalate alla Diocesi: "Vivono di cellulare e messaggini"

Madre superiora no vax denunciata al vescovo dal fratello medico

 Padova – Non ci sono segnalazioni di parenti e conoscenti solo in Sicilia, anche in altre parti d’Italia chi si è vaccinato s’è stufato dei no vax, quand’anche consanguinei, e non esita a denunciarli. Un po’ come le “spiate” dei cittadini a zonzo durante il lockdown duro di due inverni fa. Così Primo Brugnaro - 72enne medico di base in pensione - qualche giorno fa ha segnalato direttamente al vescovo di Padova Claudio Cipolla la sorella Angela, 70enne madre superiora del monastero Hanastasis di Montegalda, e le altre 5 monache del convento non vaccinate. Esortandolo ad assumere immediati provvedimenti contro le suore.

 “Nonostante l'appello al vaccino del Papa e del presidente Mattarella, avete un covo di no vax che spinge in tal senso anche con foto e appelli al limite del ridicolo – si legge nella lettera inviata alla Diocesi padovana -. E' il monastero a Montegalda, con la madre superiora che vive di cellulare e di quotidiana e sciocca propaganda no vax. Il colmo è che è mia sorella”. "Hanno tra i 50 e i 70 anni – continua il fratello - e credo che tutte siano indottrinate come no vax: alla messa la domenica non vengono rispettate le disposizioni di legge, come l'obbligo di mascherine. Io e mia sorella ci vogliamo un bene enorme" ma, forse proprio per questo, "da oltre un anno mi infastidisce questa sua posizione: ha diversi gruppi Whatsapp e come riceve messaggi no vax subito li ricicla".

Dopo aver tentato inutilmente di persuaderla, è passato alle maniere forti sorprendendo madre Angela che, spaventata dall’eco avuta dalla vicenda, alla fine ha deciso che porgerà il braccio: “Ho preferito aspettare la fine dell’estate - afferma -, tra un paio di settimane mi vaccinerò e convincerò a farlo anche le mie cinque consorelle” assicura. “Non sono contraria, ho pensato che attendendo avrei trovato un vaccino più sicuro - spiega -. D'altronde le case farmaceutiche sono ancora al lavoro". Un ragionamento che, se facessero tutti, ci vedrebbe appunto in una situazione peggiore di due inverni fa. 


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