Cronaca Il caso

Napoli, insegnante muore pochi giorni dopo il vaccino Covid

L’autopsia appurerà l’eventuale relazione tra siero e decesso, a fine febbraio la morte di un medico casertano infettato prima del richiamo

Annamaria Mantile, 62 anni

 Napoli - Un'insegnante di 62 anni è morta a Napoli, a pochi giorni dal vaccino anti Covid. Annamaria Mantile, che insegnava inglese all'Istituto Compresivo Statale Cesare Pavese, al Rione Alto, sabato scorso aveva ricevuto il vaccino Astrazeneca, alla Mostra d'Oltremare, come tanti altri insegnanti in questo periodo. Al momento non esiste alcun legame tra la somministrazione e il decesso della donna, che soltanto l'esame autoptico potrà chiarire: l’inchiesta è stata aperta perché la famiglia ha presentato una denuncia alla compagnia carabinieri del Vomero, che hanno disposto il sequestro della salma. Stando a quanto ricostruito finora, sabato scorso la donna si era recata regolarmente per ricevere il vaccino Covid: tutto tranquillo subito dopo l’iniezione, è stato dal giorno successivo che ha iniziato a stare male, accusando in particolare nausea e forti dolori.

Poi l'improvviso peggioramento: problemi respiratori e un arresto cardiaco hanno portato al decesso della 62enne nelle scorse ore. Al momento nessuna ipotesi è esclusa, ma l'ipotetica correlazione tra il decesso ed il vaccino – ripetiamo - è tutta da dimostrare e sarà stabilita dall’autopsia. Già a fine febbraio un paramedico 53enne era morto al Covid Hospital di Maddaloni, nel casertano, colpito dalla variante inglese del Coronavirus, dopo aver ricevuto addirittura il secondo richiamo: ricoverato qualche giorno dopo, per l'aggravarsi del quadro clinico, è deceduto. Secondo l'Asl l’uomo aveva sfortunatamente contratto il virus appena prima di sottoporsi alla seconda dose, in un momento in cui l'organismo non aveva ancora raggiunto la massima reazione a livello di anticorpi.


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