Cronaca Pozzallo

Pozzallo, sul barcone con papà per curarsi

Rischiare di morire annegati è sempre meglio che sopravvivere senza neanche aver provato a dare al bambino una migliore speranza di vita

Pozzallo, sul barcone con papà per curarsi

Pozzallo - C'è anche un bimbo tunisino di sette anni affetto da tetraparesi spastica tra gli ospiti dell'hotspot di Pozzallo. Il bambino, insieme al padre, è stato trasferito da Lampedusa insieme a un gruppo di migranti di cui facevano parte anche alcune persone risultate positive al Covid-19 dopo gli opportuni controlli sanitari. Padre e figlio sono entrambi in quarantena nella struttura e domattina, alla scadenza dei dieci giorni prevista dalla normativa, sarà effettuato il tampone.
"Nel caso confermi la loro negatività - dice il sindaco Roberto Ammatuna - saranno trasferiti in una struttura sanitaria adeguata già da tempo individuata".

"Il bambino - ricostruisce il primo cittadino - è stato immediatamente attenzionato dai medici, sottoposto a tutti gli accertamenti del caso e gli è stata somministrata la terapia necessaria. La situazione è continuamente monitorata dalla Prefettura di Ragusa e dal ministero dell'Interno. Come medico mi sento di dire che sarebbe stato più opportuno che l'autorità sanitaria di Lampedusa avesse previsto un suo trasferimento direttamente presso una struttura altamente specializzata dove, con immediatezza, poteva essere assistito in maniera più approfondita".
"Credo che a breve tutto dovrebbe concludersi - conclude il sindaco di Pozzallo - ma la scelta migliore sarebbe stata quella di indirizzarlo
direttamente, accorciando i tempi, verso un ospedale specializzato, evitando così il transito per l'hotspot di Pozzallo".

Il papà messo ha nelle tasche degli scafisti un pugno di denari ed è salito su un barcone. Avrà pensato che rischiare di morire annegati è sempre meglio che sopravvivere senza neanche aver provato a dare al bambino una migliore speranza di vita.
Da giorni, tra consueta burocrazia e ordinaria disumanità, il bambino giace sul materasso di gommapiuma. Al polso destro il bracciale con il suo nome e i dati sanitari, proprio come negli ospedali. Solo che quello non è un nosocomio, ma un luogo che la legge aveva destinato ai soli adulti, vietando che qualsiasi minore possa esservi rinchiuso. Figurarsi un bambino disabile di 7 anni, immobile e incapace di muoversi senza venire preso in braccio dal papà.


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