Cronaca Ragusa

Veronica Panarello, seconda condanna per aver calunniato il suocero

Altri 2 anni più spese alla donna, già condannata a 30 anni per l'omicidio del figlio

Veronica Panarello, seconda condanna per aver calunniato il suocero

 Ragusa, 17 set. - Sentenza di condanna per Veronica Panarello, riconosciuta colpevole di calunnia nei confronti del suocero Andrea Stival che lei stessa aveva chiamato come corresponsabile dell'omicidio di Lorys Stival suo figlio, nipotino dell'uomo. Il bimbo venne ucciso il 29 novembre del 2014, per questo la donna sta scontando la condanna definitiva a 30 anni di carcere e la posizione di Andrea Stival, risultato assolutamente estraneo al delitto, e' stata archiviata. La Panarello, in questo processo per calunnia nei confronti del suocero, e' stata condannata a 2 anni e a 24 mila euro di risarcimento danni all'uomo oltre a spese processuali. Lo ha stabilito oggi il giudice monocratico del Tribunale di Ragusa, Elio Manenti, dopo un'ora e mezza di camera di consiglio.

In collegamento da Novara, Veronica Panarello ha assistito all'udienza; contemporaneamente a Ragusa c'era la parte offesa, Andrea Stival, il nonno di Lorys che la donna ha chiamato in correita' nel delitto. In un'ora si e' concentrata la requisitoria del pm Marco Rota, che ha chiesto sulla scorta delle evidenze contenute nelle sentenze ormai definitive, la condanna a due anni di reclusione, dell'avvocato di parte civile, Francesco Biazzo e del difensore della Panarello, Francesco Villardita. L'avvocato Biazzo allineandosi alle richiesta del pm ha demandato al giudice la quantificazione di un eventuale risarcimento del danno patito dalla calunnia.

"Un danno inquantificabile - ha sostenuto Biazzo - perche' ha leso l'onorabilita' di Andrea Stival con insinuazioni cavalcate anche da leoni da tastiera nei confronti dei quali ci sono procedimenti aperti". Il legale di Stival ha posto accento sulla sistematica e attenta attivita' di inquirenti e pm che – come emerge dalle sentenze di condanna ormai definitiva della Panarello a 30 anni di carcere - hanno smontato qualunque accusa o indizio che potesse collegare l'uomo al delitto del nipote tanto che la posizione venne archiviata e che fu lo stesso giudice di primo grado a rinviare gli atti al pm per procedere per calunnia. 


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