Cultura
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23/03/2022 07:53

Battiato, il compleanno mancato e la poetica dei luoghi dell’infanzia

Oggi Franco Battiato avrebbe compiuto 77 anni. Il viaggio di Peppe Savà nei luoghi dell'infanzia di Franco

di Giuseppe Savà

Oggi avrebbe compiuto 77 anni: la casa in cui nacque, il balcone da cui imparò a rubare cultura ed emozioni
Oggi avrebbe compiuto 77 anni: la casa in cui nacque, il balcone da cui imparò a rubare cultura ed emozioni

Ha descritto il proprio quartiere, e raccontandolo in musica, ha raccontato il mondo.

Il 23 marzo 1945 è nato a Jonia, ora Riposto (Catania), Franco Battiato. Oggi è il primo anno in cui questa data non incrocia Battiato in vita. E questo compleanno mancato diventa l’occasione per parlare di Franco e della sua poetica legata ai luoghi della nascita, e dell’infanzia.

Franco Battiato nasce terzogenito da una famigliola ripostese in cui papà Salvatore (23 gennaio 1901-22 settembre 1963) faceva il commerciante di vino, e mamma Grazia Patti (28 settembre 1911-11 luglio 1994), insieme alla sorella, faceva la sarta. I figli sono tre: Antonio Battiato, che muore piccolissimo, Michele (4 gennaio 1941, vivente), e Francesco (1945).

C’è una dimensione sconfinata, universale, eterea, nella musica e nelle canzoni di Battiato, che evoca luoghi di una memoria emotiva che ognuno di noi possiede nel non vissuto.

“Passammo l’estate,
su una spiaggia solitaria,
e ci arrivava l’eco
di un cinema all’aperto,
e sulla sabbia un caldo tropicale
dal mare”.

Il luogo del sogno, dell’intesa con la persona amata, della solitudine esistenziale con chi si ama, è così impalpabile nel racconto di Summer on a solitary beach (La Voce del Padrone, 1981, Emi), che sembra ambientato in una spiaggia della Tunisia, del Marocco o della Turchia.

Tutto è coerente e immaginificamente poetico, al punto da sembrare solo sognato. Ma la sensazione che quelle note emanano, cambia prospettiva e radicamento quando ci si reca a Riposto, nella casa natale di Franco Battiato, e in quella casa poco lontano in cui la famiglia si trasferì durante l’infanzia del bambino.


La casa in cui Battiato nacque è in via Fratelli Rosselli 15, a pochissimi metri dal porto di Riposto. La casa in cui si trasferì da ragazzino è in via Antonio Gramsci, al civico 237. Qui si prova un effetto di straniamento inatteso quando si scorge il Cinema Arena Giardino attaccato alla casa.

Franco fa il suo primo incontro col mondo della cultura in senso lato, e con la dimensione del sogno, in quel luogo per lui inaccessibile, per la semplice ragione che non aveva i soldi per andare al cinema.

Qui lo soccorre l’amicizia con l’amico di sempre Alfio Scandurra, cui dedicherà Del suo veloce volo (Universal, 2013). Franco e Alfio andavano nel balcone di una vicina di casa per assistere alle proiezioni dei film con le gambe penzoloni dal balcone (nella foto, il balcone da cui Alfio e Franco guardavano i film al cinema di nascosto).

Casa Battiato non era un luogo in cui c’era una biblioteca, in cui si discuteva di cinema, di giornali, di musica. Franco imparò da piccolo a rubare, andando all’arena di fianco casa, strappando emozioni, affacciato da un balcone su un cinema all’aperto. Battiato si è coltivato da solo.

Questa dimensione così angusta, limitata, circoscritta nello spazio e nel tempo, ci restituisce una cifra domestica della sua poetica. Battiato descrive in Summer on a solitary beach un angolo di casa sua: la spiaggia di Riposto, ad appena cento metri in linea d’aria, il cinema attaccato alla casa di via Gramsci, il quartiere della sua infanzia. Banale, scontato, vicino, tutt’altro che esotico. E tuttavia, quel luogo insignificante diventa emozione nel suo racconto. Come quando, diversi anni dopo, narrerà un altro momento della sua infanzia.

Siamo nel 1989 e Battiato canta:
“Mi vedo a volte in braccio a mia madre
E sento ancora i teneri commenti di mio padre
(I pranzi) I pranzi, le domeniche dai nonni
Le voglie e le esplosioni irrazionali
I primi passi, gioie e dispiaceri (Gioie e dispiaceri)
La prima goccia bianca, che spavento
E che piacere strano (Che piacere strano)
E un innamoramento senza senso (Senza senso)
Per legge naturale a quella età
I primi accordi su di un organo da chiesa in sacrestia
Ed un dogmatico rispetto verso le istituzioni”.

In Mesopotamia (Giubbe Rosse, 1989, Emi) Franco Battiato racconta il primo incontro con la musica. E canta i primi accordi su un organo da chiesa in sacrestia. Bene, da via Gramsci ci siamo spostati solo di 50 metri. Ci troviamo nella chiesa del Carmine allo Scaricello, cioè al porticciolo, dove ancora oggi è custodito l’organo da chiesa su cui Franco esercitò le sue prime note (nella foto, la chiesa vista da casa Battiato in via Gramsci).

Battiato descrive ancora una volta un luogo vicinissimo, intimo, casalingo allontanandosi solo di pochi metri dall’abitazione dei genitori. Raccontando il proprio vissuto infantile e trasformandolo in esperienza poetica.

Oggi Franco Battiato avrebbe compiuto 77 anni. Ci manca la sua capacità di essere legato alle radici più autenticamente siciliane, trasformando quell’esperienza in racconto universale.

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Nelle foto, Peppe Savà, Franco Battiato ed Eugenio La Terra a casa Battiato a Milo (Villa Grazia, 1997, foto di Stefano Senardi). La casa natale di Franco Battiato in via Fratelli Rosselli 15 a Riposto. Il balcone da cui Franco Battiato e Alfio Scadurra bambini andavano a vedere i film di nascosto. La casa dell’infanzia di Franco Battiato in via Gramsci a Riposto. Casa Battiato e il Cinema Arena Giardino. La chiesa del Carmine allo Scaricello vista da casa Battiato in via Gramsci.