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Cyrano di Joe Wright, quanto è difficile amare da lontano

Un Musical di guerra, un genere cinematografico inedito, inventato da Joe Wright. Cyrano, con Peter Dinklage e Haley Bennett

Cyrano di Joe Wright, quanto è difficile amare da lontano

Noto - Una malata ironia deve aver ispirato la mano di Dio quando ha creato Cyrano. Soldato, poeta, nano.
Sontuoso e ispirato, il film Cyrano di Joe Wright (L’ora più buia, Anna Karenina, Orgoglio e Pregiudizio), con Peter Dinklage e Haley Bennett, è un musical, un genere cinematografico desueto, e, come si direbbe in Economia, anticiclico nella stasi della pandemia.

Girato tra il 2020 e il 2021 nonostante tutti gli indicatori sanitari dissuadessero dall’intraprendere imprese cinematografiche, Cyrano nasce da un'esigenza personale di catarsi dello stesso regista londinese e dell’attore protagonista, che, insieme alla moglie Erica Schmidt, ha lavorato alla trasposizione cinematografica della commedia teatrale pubblicata nel 1897 dal drammaturgo francese Edmond Rostand.

Fra teatro, amore, orgoglio e verità, il film, ambientato nella Francia del Seicento, e girato a Noto, Ortigia in Siracusa, Scicli e l’Etna, è un inno al Cinema, maestoso e colorato, un musical di guerra (Joe Wright ha inventato un nuovo genere?) in cui danza e lotta scandiscono la vita dei personaggi che vivono una condizione fiabesca, irreale eppur credibile.

Cyrano è cinema, è la macchina da presa di Joe che sfida le spade insinuandosi nei duelli e negli accoltellamenti, sale le scale e scansa per un soffio una torcia infuocata e minacciosa, danzando in un unico piano sequenza fra cento pericoli.
Lo spazio cinematografico che nasce dall’unione di Noto e Scicli non è Sicilia e non è Francia, ma un luogo del sogno coerente in cui una piuma sfiora il volto di Roxanne, diventando penna, e infine poesia d’amore.

Tuttavia, è la colonna sonora il motore trainante del film. Scritte da Bryce Dessner, le musiche sono sempre articolate e dal timbro aspirazionale: con loro cresce l'aspettativa di chi guarda. Così i lunghi monologhi in versi del dramma originale (unica critica al lungometraggio, la fatica a sostenere le due ore di durata) vengono declinati in canzoni, senz'altro più accessibili, scritte prima ancora del film.

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Se è pur vero che i dialoghi sono sofisticati ed eleganti, l’incedere in versi di Cyrano (il cui limite fisico non è il naso, ma l’altezza) ne fa, all’inizio della narrazione, un incalzante rapper del Seicento. Fra le scene più audaci e romantiche, ma anche rock, il canto disperato del Duca De Guiche, l’australiano Ben Mendelsohn, che sfoga la propria inadeguatezza di uomo brutto e potente, corteggiatore di Roxanne, sulle scale della chiesa netina di San Francesco all’Immacolata. Il racconto sembra voler dire che anche i cattivi e i vinti cantano l’amore.

E' il più grande spadaccino di Francia, Cyrano de Bergerac, un uomo che usa il fioretto anche quando scrive versi, a catturare l’inconscia attenzione di Roxanne, donna di cui è follemente innamorato.
Intanto, il figlio di burattinai Joe Wright (e l’amore per il teatro dei burattini è dichiarato nella scena iniziale del film) sfida i clichè e dovendo dare un volto al Christian che fa innamorare la Roxanne di Rostand, sceglie un personaggio bello, analfabeta e afroamericano, interpretato da Kelvin Harrison Jr.
Il bello e la bella hanno la pelle di colore diverso. Del resto, al Castello Maniace di Ortigia, tra le truppe francesi, sfila un soldato (e danzatore) cinese. Al diavolo l’esercizio pedissequo della regola, è una favola, bellezza! E i costumi, dalle brillanti velature, ne sono una prova.

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Ma chi è il più grande nemico dell’amore, chiede infine la pellicola? E’ l’orgoglio, tema caro al regista di Orgoglio e Pregiudizio. E lo chiede nella scena luminosa e tragica nella chiesa di San Matteo a Scicli.
E allora chi è Cyrano? E’ un uomo condannato a vivere il proprio amore per una donna che non scorge il sentimento dell’altro, ma lo percepisce solo emotivamente senza scavarlo.
In un tempo in cui la distanza ha marcato la vita di ognuno di noi, il musical di Joe Wright sembra dire al mondo che si può amare, anche da lontano. 


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