Cultura Venezia

Don’t Worry Darling, a Venezia un thriller psicologico calato nella realtà

L'inviata di Ragusanews a Venezia, Martina Giannone, recensisce i film della Mostra del Cinema

Venezia - Rosso, bianco e blu.
No, non sono i colori della bandiera francese, ma quelli della Mostra del cinema di Venezia.
Una bolla fuori dal tempo e dello spazio, che sta sospesa in alto. Tutti alzano lo sguardo al cielo e spiano ciò che succede dentro la bolla.
Quest’anno, per la prima volta, guardo le cose da dentro.

Il 5 settembre ho partecipato alla prima visione di Don’t Worry Darling, in uscita in tutte le sale il 22 settembre 2022, e devo dire che il clima di tensione presente nel film si percepiva anche sul Red Carpet.
Gli attori in molti casi sono apparsi freddi e distaccati tra di loro.
Florence Pugh non degna di uno sguardo la sua regista Olivia Wilde, Harry Styles molto sotto le righe per come lo abbiamo imparato a conoscere, rimane nel suo spazio, serio e formale.
Folle di fans sono arrivate la mattina presto per stare nelle prime file sperando in una foto o in un autografo, ma in poche sono state accontante.
Dirigendomi verso la sala di proiezione vedevo ragazzine piangere e i genitori disperati che non sapevano come consolarle.
Triste realtà, non sempre i nostri idoli sono belle persone, conviviamocene.

Parliamo del film
Don’t Worry Darling è un thriller psicologico capace di catturare l'attenzione e la curiosità dello spettatore. 
Il montaggio rende la narrazione veloce, privo di tempi morti, non esistono pause, tutto è un vortice in cui lo spettatore è catapultato.
La trama è semplice: una casalinga che vive in una comunità sperimentale inizia a sospettare che quello che sta vivendo sia reale e che la compagnia di suo marito nasconda qualcosa.
La fotografia noir prende alla lettera i manuali dei cinematografici del secolo scorso, eccetto per i colori: niente bianco e nero (tranne che per le sequenze della psicosi) e niente contrasti forti;
colori, colori e colori.
Un atmosfera vintage, quasi anni Sessanta, che ci fa sognare una vita perfetta che però nessuno può avere.
Florence Pugh al suo primo film da protagonista ci regala una performance impegnata, profonda e credibile. È un’attrice di grande talento, capace di portare avanti il peso della narrazione da sola, senza diventare mai noiosa. Al suo esordio nel cinema invece Harry Styles ci delizia di una performance accettabile e credibile, tuttavia non riesce mai ad arrivare a reggere la recitazione di Florence.
È lei la protagonista, lui diventa un contorno gradito ma non necessario.

Vi consiglio di andare a vedere il film se avete voglia di staccare la spina dalla realtà per qualche ora, non vi aspettate niente di spaventoso, questo è un film in cui la tensione cresce lentamente fino agli ultimi minuti. Non è come fare un giro sulle montagne russe. Don’t worry darling forse è come fare un grande respiro per poi trattenere il fiato fin quando non ce la fai più.

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© Foto e video di Martina Giannone. Tutti i diritti riservati da Ragusanews. 


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