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Galeotto fu l’Irmione, dove Hermes sedusse la ninfa che generò Dafni

Fallita la missione Proserpina, il dio delle Poste si prese una pausa nell’entroterra ragusano

https://immagini.ragusanews.com//immagini_articoli/31-10-2022/galeotto-fu-l-irmione-dove-hermes-sedusse-la-ninfa-che-genero-dafni-500.jpg Galeotto fu l’Irmione, dove Hermes sedusse la ninfa che generò Dafni

 Ragusa - Il fiume Irminio era noto agli antichi romani come Hirminius. a testimonianza dell'uso del fiume come porto canale. Plinio il Vecchio nel 77 con il suo libro Naturalis historia[2] fa derivare il nome Irminio da Hermes, Mercurio in latino, che in queste acque si innamorò della ninfa Dafnide. Così nacque Dafni, antico pastore e inventore del canto bucolico. Ma che ci faceva il messaggero degli dei in Sicilia? Ci fu inviato da Zeus in persona, non sui Monti Iblei ma su quelli Erei dell'ennese, per imporre al fratello - il re dell’oltretomba Ade, che qui si era stabilito - di restituire sua figlia Persefone, di cui s'era perdutamente innamorato, alla madre Demetra che stava scatenando un putiferio.

Hermes doveva anche avvisare la ragazza di non toccare cibo, sapeva infatti che Ade aveva apparecchiato un gran banchetto. Malgrado Persefone fosse troppo infelice per mangiare, alla fine cedette per la fame davanti ad alcuni chicchi di melograno. Hermes volò il più veloce possibile ma quando arrivò agli inferi la fanciulla ne aveva già assaggiati sei: la fanciulla scoppiò in lacrime quando Hermes la mise a conoscenza della legge divina, secondo la quale colui che mangia anche un solo boccone mentre si trova nel regno dei morti non può più ritornare sulla Terra. Sappiamo che, a quel punto, ci penserà direttamente Zeus a trovare un compromesso ed è possibile che il suo ambasciatore – fallito il compito e rimasto temporaneamente senza lavoro – incantato come Ade dalla bellezza dei posti, sia sceso a fare un’escursione più a sud – dove tra l’altro era approdato pure Ulisse, che proprio nel dio postino aveva uno dei pochissimi alleati dell’Olimpo.

Sarà Hermes, infatti, a liberarlo con una pozione dall’incantesimo di Circe e dalla prigione all’Ortigia, l’Atene di Sicilia. Ci piace dunque ipotizzare che Hermes, prima di tornarsene in Grecia, possa aver fatto una sosta a metà strada nella sua perlustrazione fino alla costa meridionale. Sulla riva in contrada Maestro, tra Marina di Ragusa e Donnalucata, è stato ritrovato un abitato greco risalente al V secolo a.C. Ammaliato dalla lussureggiante vallata iblea - trasformata oggi in una piccola riserva - si accampò, conoscendo qui la ninfa Dafnide (da non confondere con la naiade Dafne): dalla loro unione nascerà Dafni, il pastore bucolico dannato dalla sua bellezza. Ma questa è un’altra storia, che abbiamo già raccontato


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