di Redazione
Roma, 14 gen. “Se il governo intende promuovere ‘Programma Italia 2019’, la città di Palermo è contenta. Sin dall’inizio abbiamo detto che se i capoluoghi candidati realizzassero anche solo una parte dei progetti, noi avremmo un Paese migliore”. Lo afferma all’Adnkronos Francesco Giambrone, assessore alla Cultura del Comune di Palermo, una delle 20 città che avevano presentato i dossier per la candidatura a Capitale europea della Cultura 2019 e che partecipano a ‘Programma Italia 2019’. Giambrone sottolinea: “Fin dall’inizio abbiamo detto che saremmo andati avanti con i progetti presentati nel dossier di candidatura, perché rappresentano un piano strategico per la città, essendo soprattutto di tipo infrastrutturale e di rigenerazione urbana. Se il governo intende promuoverli, per noi è certamente meglio sottolinea l’assessore ma noi andiamo avanti e già il 26 gennaio inaugureremo l’Ecomuseo del Mare nel quartiere di Sant’Erasmo, un progetto che insiste su un’area molto degradata della città che noi intendiamo recuperare”. Giambrone chiarisce che i tempi di realizzazione dei vari progetti del dossier “saranno rimodulati, non essendoci più la scadenza del 2019 (Palermo infatti è stata esclusa lo scorso 15 novembre dalla corsa per il titolo di Capitale Europea, ndr), e molte cose saranno realizzate anche prima. Il nostro progetto iniziale spiega aveva una scadenza al 2030 con step intermedio al 2019, che era l’anno della candidatura. Oggi invece lo step deve essere il 2017, alla scadenza della sindacatura”. Quanto alla partecipazione dei privati, prevista dall’iniziativa ‘Programma Italia 2019’ che conta anche sugli sponsor oltre che sui fondi statali ed europei, Giambrone è fiducioso: “Trovare privati disposti a investire a Palermo è complicato dice ma sul programma 2019 il presidente di Confindustria Sicilia aveva addirittura proposto due opere, interamente realizzate dagli industriali siciliani, che erano un acquario nella sede dell’ex mercato ittico alla Cala e una funivia per Monte Pellegrino. Due progetti importanti che Confindustria si intestava in prima persona. Non credo che nonostante siamo stati esclusi dalla selezione conclude Giambrone Confindustria si tiri fuori”.
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