Cultura Agrigento

I Gagini e la ricca committenza

La Madonna della Catena di Naro

La chiesa Madre di Naro, della Annunziata

Naro, Agrigento -  Nell’ambito di una mia ricerca presso l’Archivio di Stato di Palermo per caso mi sono imbattuto in un atto di quietanza di Giacomo Gagini.
Il 12 aprile 1565, ottava indizione, lo scultore palermitano dichiarava di aver ricevuto dal magnifico Giovanni Pietro Tantillo, un uomo d’affari suo concittadino, rappresentato nell’atto dal notaio stipulante, onze dieci e tarì quindici.
Tantillo aveva eseguito il pagamento
“pro parte et nomine et de ordine mag/ci Matteo de Lucchisio, baronis Delie et vere cuiusdam actum mandatarij”.
In buona sostanza il magnifico Matteo Lucchesi, barone di Delia, da Naro aveva commissionato al maestro Giacomo Gagini un monumento funerario, si presume una cappella, e la statua di marmo della Madonna della Catena doveva essere posta sull’altare.
“Dominus baro solvi fecit eidem magistro Jacomo jnfra soluptionem unc/ viginti unius per dittum dominum Baronem debitandum ipsi magistro Jacobo, ex restanti sit ad complementum precij seu manifatture unius sepulture et unius jmaginis verginis Marie de Cathena marmoream quas se obligavit facere jpse de Gagini.”
La prima curiosità che ebbi fu cercare una statua della Madonna della Catena a Naro. Temevo che l’opera fosse andata perduta.
Con mio grande stupore appresi dalle notizie storiche pubblicate sul sito ufficiale on line del Comune di Naro che una statua della Madonna della Catena, molto venerata tra l’altro, è tuttora custodita nella Chiesa Madre di Naro. La stimano “opera iniziata nel 1534 da Antonello Gagini, ma finita dal figlio Giacomo nel 1543”.
La statua proviene, a quanto ho potuto appurare, dalla cappella dedicata alla Madonna della Catena, esistente nell’antico Duomo normanno di Naro, fatta costruire dalla famiglia Lucchesi nel 1565.
L’attribuzione dell’opera ad Antonello Gagini è sicuramente errata: la statua, commissionata nel contratto da me rinvenuto, è la stessa che oggi è custodita nella Chiesa Madre di Naro. Ergo l’autore è solo il figlio Giacomo e nell’aprile del 1565 ancora l’opera non era stata eseguita.
La data di costruzione di una cappella della famiglia Lucchesi nell’antico duomo normanno di Naro sembra, invece, accordarsi col contratto sopra citato.
Non so, però, se le notizie da me sopra riportate relative al Duomo, recuperate navigando in Internet (fonte Wikipedia), siano attendibili.
Di certo ora esiste un documento notarile inconfutabile che fa piena luce su una ricca committenza e pone il punto finale sull’autore di un’opera “attribuita”.
I riferimenti archivistici puntuali e l’intera trascrizione del documento saranno contenuti in un mio libro di prossima pubblicazione sul Cinquecento in Sicilia.

Crediti
Archivio di Stato di Palermo

Chiesa Madre - Comune di Naro
www.comune.naro.ag.it › ...

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