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I segreti della Casina Russa, su Google è “Casa stregata in Italia”

Da centro produttivo a luogo di morte, storia di un edificio-simbolo tra verità e leggenda

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 Scicli - C’è una costruzione tra Modica e Scicli, che si può vedere dalla strada, detta “a Casina Russa” per via del vecchio colore degli intonaci, ormai sbiadito dal tempo: oggi di rosso sono rimaste solo le tegole del tetto. A dispetto del nomignolo simpatico, l’edificio – uno dei tanti abbandonati nel territorio ibleo per gli eccessivi costi, sia di demolizione che di riqualificazione - cela però un passato di orrori, che forse non tutti conoscono. La tenuta venne costruita tra fine 1800 e inizio 1900, accanto alla miniera di pece di Castelluccio-Streppenosa, dalla famiglia tedesca Klopp che aveva in concessione l’area mineraria.

Nulla a che vedere con le tenute nobiliari della nostra provincia, ma stanze per i “picialori” a piano terra e una grande teleferica che attraversava la vallata accelerando il trasporto del bitume. Durante la Prima guerra mondiale l’Italia la espropriò alla Germania, per lasciarla come da copione inutilizzata e abbandonata a se stessa. Durante la Seconda i nazisti di stanza in Sicilia se ne riappropriarono militarmente, eleggendola dal 1942 a comando per la posizione strategica, dominante la valle e vicina alla foce del fiume Irminio.

Fin qui nulla di strano: allora perché, sulle indicazioni Google (foto allegata), la Casina Rossa viene presentata come “Casa stregata in Italia”? Perché c’è il sospetto che, fino allo sbarco alleato, i tedeschi ne fecero un piccolo campo di concentramento dove internare, torturare e uccidere partigiani e dissidenti politici. Dalle indagini svolte dai cronisti dell’epoca, negli archivi degli enti pubblici non compare ufficialmente la destinazione a lager: la testimonianza, fino a qualche anno fa, era tratta dai racconti orali degli anziani dei comuni limitrofi.

Pare che nei rastrellamenti i nazisti si accanissero soprattutto contro gli omosessuali, evirati oppure obbligati a fare sesso con donne davanti ai loro occhi in segno di "conversione". “Stregata” dunque non nell’accezione di posseduta dagli spiriti, quanto nel senso di "maledetta", irrimediabilmente sottoposta a un influsso malefico per le atrocità di cui è stata teatro e che, alla fine, hanno sortito l’effetto di lasciarla così, irretita nella solitudine, sospesa in un limbo tra esistenza e fine, monumento funereo riconosciuto anche dal web. Quando prima o poi crollerà sotto le intemperie, quello sarà l’ultimo colpo di vanga al seppellimento dei suoi ricordi.

Per un breve periodo nel Dopoguerra la Casina divenne una scuola, per essere ben presto abbandonata e dimenticata con le orribili agonie patite tra le sue pareti. delle urla di dolore, agonia che hanno rimbombato tra quei muri le pareti trasformandolo da centro industriale a luogo di prigionia e sterminio l’ha dannata all’oblio: luogo di morte era, luogo privo di vita resta. L’unico spettro è quello del nazifascismo, da cui può salvarci solo la memoria di quegli abitanti, che rispolveriamo e teniamo viva in questo articolo, perché la memoria non scompaia presto, come la casa.


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