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Il rogo di Ragusa e il mangiatore di fuoco Kinley nel cinegiornale del 1955

L’incidente al pozzo petrolifero numero 9 di Tabuna e l'impresa della "salamandra umana"

Il rogo di Ragusa e il mangiatore di fuoco Kinley nel cinegiornale del 1955

 Ragusa - A Tabuna, il 5 Novembre 1955, una perdita di metano aveva fatto scoppiare una valvola e di lì un enorme incendio: l’incidente ebbe enorme risonanza mediatica, non solo nel cinegiornale dell’epoca, che vediamo nel montaggio dell’Istituto Luce. La Sicilia scrisse di “un ammasso informe di ferraglie e lamiere che ardono in un immane e spettacolare rogo”. Si disse che gli operai stavano provvedendo alle operazioni di “swabbing”, incendiando volontariamente e in maniera controllata un certo quantitativo di greggio, quando improvvisamente, per la rottura di una valvola, “si sprigionava dalla tubatura del pozzo una altissima colonna di gas metano che si incendiava instantaneamente”. Anche un articolo de La Stampa di Torino, datato 8 novembre, parlò di “un pauroso incendio di eccezionali proporzioni“, di una “spessa nube nera” mentre “tutto il castello della trivella veniva avvolto dalle fiamme”.

Nessuno sapeva cosa fare per spegnerlo: inutile l’arrivo di rinforzi da parte delle squadre dei vigili del fuoco di Siracusa, Messina e Catania. Alla fine, per contrastare la pressione sotterranea, il pozzo fu coperto con un “sarcofago” di cemento armato di svariate tonnellate e fu chiamato Mr. Myron Kinley dagli Usa: il “mago degli incendi”, il “domatore di fuoco”, la “salamandra umana”, “Gamba di legno” come veniva soprannominato nei titoli di giornale di allora.  Come ha scritto anche il Fatto Quotidiano, in un recente reportage sulle esplosioni petrolifere in Italia, l’incendio di Ragusa “lo ricorda ancora qualche persona anziana, che racconta che verso sera il cielo restava illuminato a giorno: a quel tempo si conosceva poco del petrolio e la gente ebbe paura ma visto che tutto si risolse per il meglio, l’episodio pian piano venne dimenticato”.


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