Cultura Modica

Le tele di Simone Ventura nella chiesa di San Pietro di Modica

La scoperta: le opere di San Pietro nella cappella di San Filippo Neri hanno trovato il loro pittore: è Simone Ventura

Modica - Nel 2019 Rosario Dierna si accorse che sotto la tela della “Madonna della Grazia e santi” nella cappella di San Filippo Neri, nella chiesa di san Pietro (una tela assegnata da Franco Libero Belgiorno al pittore modicano Zaccaria e riferibile al 1860) si accorse che c’era un’altra tela, che dopo il restauro di Gaetana Ascenzo è stata presentata da Maria Terranova nella chiesa di San Pietro con un articolo dal titolo “La riscoperta della tela di San Nicola a S. Pietro di Modica” del 20.3.2022, in RagusaNews.

In quella occasione la Terranova individuò il tema: uno dei miracoli “post mortem” di San Nicola, vescovo di Myra. La scena racconta del miracolo riguardante tre generali accusati di tramare contro l’imperatore a Costantinopoli e che per intercessione di San Nicola furono da questi graziati. La tela è impaginata con tre fuochi: in alto a destra l’imperatore seduto su un trono; a sinistra in alto san Nicola ritto in piedi in abiti vescovili, su una nube e ricca di angeli e cherubini, che invoca la grazia rivolto verso l’imperatore; in basso a sinistra i tre generali con alle spalle il carceriere. Vicino a San Nicola un cherubino tiene un vassoio con tre sfere d’oro, per ricordare un altro miracolo di san Nicola, mentre altri due personaggi, tra san Nicola e l’imperatore, non sono a mio avviso individuabili allo stato attuale. L’opera è di buona fattura e sul piano iconologico si può osservare come il tema trattato non sia tra quelli più rappresentati nell’iconologia del santo vescovo. Altro aspetto interessante : la preminenza dei protagonisti del miracolo rispetto a san Nicola che risulta meno importante degli altri protagonisti. L’opera notava opportunamente la Terranova va collocata nella seconda metà del Settecento, ma rimaneva anonima.

Nel sapere di questa scoperta mi sono ricordato di avere da un trentennio circa un appunto, che riguardava il pagamento al pittore chiaramontano Simone Ventura di due tele, una avente per tema un Miracolo di san Nicola e una riguardante un Miracolo di san Filippo Neri. Il pagamento è del 1757 e il prezzo delle due tele fu di circa 15 onze per ogni tela. Le due opere furono volute da parte di Don Antonio Orosco che aveva destinato la somma nelle sue volontà testamentarie. Mi sono premurato a recuperare presso l’Archivio di Stato di Modica l’apoca ( il pagamento) di cui avevo preso l’appunto e in questo modo oggi posso dire con certezza che l’opera in discussione ritrovata è da assegnare a Simone Ventura. Non solo ma contestualmente si è posto il problema dell’altra opera posta nella stessa cappella affianco a quella di san Nicola. Maria Terranova individuò il tema in San Liborio che intercede presso Maria per liberare i carcerati mentre in basso a destra si volge verso la Madonna per intercedere verso i carcerati, mentre in basso San Leonardo, abate di Noblac, libera dei carcerati ritenuti innocenti, Questa lettura, però non è avvalorata dal documento archivistico cui farò riferimento. Infatti il documento fa riferimento ad una tela che ha come tema un miracolo che si riferisce alla vita di san Filippo Neri. Pertanto la faccenda per questa tela si complica dal momento che è più difficile individuare la storia da collegare con la vita di san Filippo Neri. Il dipinto, infatti rappresenta in primo piano in basso a destra un frate benedettino cistercense (che sia un frate benedettino cistercense si riconosce dall’abito); un frate che ha nella mano destra delle catene riferite a due possibili schiavi posti in basso a sinistra con alle spalle due altri personaggi (carcerieri, carnefici?). Tra il frate e gli schiavi in lontananza il mare con delle navi. In alto un santo vescovo sopra delle nubi, inginocchiato in atto di pregare la Madonna col Bambino circondato da serafini e cherubini, due dei quali hanno in mano uno la mitra e l’altro il pastorale. Per quanto sia difficile poter individuare nel santo vescovo San Filippo Neri, il pagamento al Ventura e la consegna evidenziano che le due tele con i relativi temi destinati a San Nicola e a San Filippo Neri attestano la certezza delle due opere da assegnare al Ventura dal momento che il Ventura consegna le due tele riferite una a San Nicola e una a San Filippo Neri.

Nella storia di San Filippo Neri l’unico appiglio è dato dal fatto che San Filippo Neri prima di dedicarsi all’apostolato nei quartieri di Roma e fondare l’Oratorio dei Filippini aveva espresso il desiderio di andare a predicare nelle Indie. Potrebbe essere possibile in questo contesto un miracolo, ancora una volta “post mortem” da parte del Santo. L’altro ostacolo è dato dal fatto che il santo rappresentato è un vescovo. Potrebbe essere equiparato il titolo di abate a quello di vescovo?. Che le due opere siano dello stesso Ventura è anche avvalorato dall’impianto compositivo analogo delle due tele: il miracolo in primo piano e reso con molta evidenza altri personaggi in basso a sinistra e i due santi vescovi tra le nuvole in alto in secondo piano.

Il Ventura si conferma un buon pittore per l’impianto complessivo delle due tele e oltretutto è ben remunerato: 15 onze per ogni dipinto sono un buon prezzo, rispetto ai compensi percepiti da parte di altri pittori locali che per tele di queste dimensioni ricevevano una remunerazione più bassa, oscillante tra quattro e cinque onze. Oltretutto che tra il 1755 e il 1758 si costruiscono e si decorano le cappelle di San Nicola e di San Filippo Neri è testimoniato dagli interventi edilizi e dai cicli decorativi in stucco (vedasi :P. Nifosì, Arte e architettura a Modica, Modica, 2015, pp.173-174). In quegli anni si realizzano le cappelle “ con lo sfondamento del muro laterale della chiesa” con due cappelle e quattro altari e precisamente l’altare con la Madonna di Trapani, l’altare di san Nicola di Bari (che cambia denominazione nell’Ottocento con l’inserimento del dipinto della Madonna della Grazia del pittore modicano Zaccaria, l’altare di San Filippo Neri e l’altare di San Biagio).

https://immagini.ragusanews.com//immagini_banner/1669823700-3-garibaldi.gif

La costruzione delle due cappelle contenente quattro altari trovava giustificazione nella possibilità di realizzare un impianto spaziale simmetrico della chiesa replicando sulla destra la secentesca cappella Mazzara posta sul lato sinistro della navata. Il voler far riferimento allo stile della cappella Mazzara da parte dei committenti aveva questo obiettivo, per quanto nella realizzazione delle colonne tortili si avverte la differenza tra le colonne tortili della cappella Mazzara rispetto alle colonne tortili delle cappelle di San Nicola e di San Filippo Neri. L’individuazione dell’autore delle tele aggiunge un tassello nella storia della chiesa di San Pietro e nello stesso tempo accresce l’importanza di Simone Ventura nel panorama della pittura iblea.

Documenti

https://immagini.ragusanews.com//immagini_banner/1669823700-3-garibaldi.gif

1758, 14 giugno. Modica, Archivio di Stato, notaio Calvo Antonino, n. 271, vol. n. 10, c. 182rv. Die decimo quarto Iunii  1758. Testamur quod coram nobis Simon Ventura Terrae Clarimontis, et modo hic Motucae repertus, mihi notarii cognitus fatetur habuisse et recepisse ab Rev. Sac. Don Petro Giuca huius dictae Civitatis, legitimi stipulanti et solvendi uti deputato fabricae Cappellae Sancti Nicolai de Bari noviter edificata Ecclesiae Divi Petri Apostolorum Principis huius Civitatis Motucae eletto ab Ill.mo Domino Siracusano Episcopo don Franciscus Testa antecessore actualis Episcopi Siracusani, et deinde pro una medietate in …summa et a Rev. Sac. S.T. Don Horatio M.a Cavalieri eius Civitati Motucae  ..solvente uti vicerettore predictae Matricis Ecclesiae divi Petri et ..fidecommissario et executore ultimae voluntati quondam .. Don Antonii Orosco electo vigore voluntati testamenti aperti et pubblicati facta Notari don Ioanni Baptistae Giuca huois Civitatis….pro alia medietate dictae infradictae summa, unciarum triginta et tarenos viginti unum et granos duodecim ..et fuerunt et sunt scilicet  unciarum viginti novem et tarenos duodecim pecunia pro sua mercede ut dicitur vulgari loquendo pingere dipinto due quadri grandi per servigio delle due nuove Cappelle fatte in detta chiesa Matrice di San Pietro uno coll’immagine di San Filippo Neri e l’altro coll’immagine di san Nicola di Bari, quanto per prezzo di diversi colori per dipingere suddetti quadri, et alia uncia una, tarì nove e grana duodeci pro totidem aliis  per dicto confidente solutis ut dicitur vulgari loquendo tarì novi e grana dieci per accesso e recesso e spesa di cavalcatura da Chiaramonte in Modica per serviggio di esso confidente, tarì diciotto per porto delli suddetti due quadri sopra le braccia della lettica da Chiaramonte in Modica, tarì uno e grana due per loghiero di due lenzuoli di tela per serviggio di detti due quadri per custodirli bene nel di loro porto, tarì uno per prezzo di taccioni, tarì sei per ferro e mastria di ferramenti facti per serviggio delli stessi quadri,e tarì quattro per mercede di due maestri per avere travagliato in dette due cappelle per lo spazio di giorno uno con …li due quadroni di gisso di dette cappelle per farci entrare li detti due quadri e ponere li stessi quadri nelli detti quadroni…

 1955, 13 aprile. Modica, Archivio di Stato, notaio Calvo Antonino, vol. anni 1754-1755, c. 895rv, c. 936. Apoca di 103 onze da parte della chiesa di San Pietro ai maestri Pietro Mililli, Vincenzo e Ignazio Scifo, Antonino di Pietro, Michele Alessandra di Modica e Croce Iacitano di Scicli per l’edificazione della nuova cappella di san Nicola di Bari “ con aver aperto il muro di detta chiesa dove è situata detta cappella e fatto l’arco ed assettarvi due delle tre colonne ed intagliato l’altra quale solamente si deve assettare e assettarsi pure il cornicione di sopra.

1756, 8 marzo. Modica, Archivio di Stato, notaio Calvo Antonino, vol. anni 1755-56, c. 736rv. Apoca della chiesa di San Pietro a mr. Cosma Nicastro per il suo lavoro fatto nelle due nuove cappelle di San Nicolò di Bari e di san Filippo Neri . Il prezzo pagato è di onze 15. Cosma Nicastro è uno stuccatore attivo in area iblea.

1757, 13 gennaio. Modica, Archivio di Stato, notaio Antonino Calvo, vol. anni  1756-1757, c. 311.  Contratto di Salvatore Tolomeo con la chiesa di san Pietro per stucchiare le due cappelle di San Filippo Neri e di San Nicola ancora rustiche, uguali alle cappelle di San Pietro e della Morte di San Giuseppe che si trovano dirimpetto con farle con i quattro altari. Costo onze 32.

1757, 13 maggio. Modica, Archivio di Stato, notaio Antonino Calvo, vol. anni  1756-1757, c. 311. Pagamenti per la cappella a Pietro Boncoraglio per la cappella di San Filippo Neri.

1757, 11 settembre. Modica, Archivio di Stato, notaio Calvo Antonino, vol. anni 1757-1758, c. 15rv. Apoca della chiesa di San Pietro di Modica a Mr. Croce Iacitano di Scicli per aver lavorato nel maggio e giugno del 1757 alle due nuove cappelle di San Filippo Neri e di San Nicola nuovamente fabbricate.

1757, 18 ottobre. Modica, Archivio di Stato, notaio Antonino Calvo, vol. anni 1757-1758, cc. 77v-78r. Apoca della chiesa di San Pietro di onze 30 a Salvatore Tolomeo per gli stucchi delle due cappelle di San Filippo Neri e di san Nicola.

1757, 13 novembre. Modica, Archivio di Stato, notaio Antonino Calvo, vol. anni 1757-1758, cc. 108rv-109r. Obbligazione della chiesa di San Piero con Salvatore Tolomeo per “stocchiare la cappella laterale esistente nella cappella di San Filippo Neri  nuovamente fatta nella chiesa suddetta, nella quale cappella laterale deve farci le colonne con suo rabbiscato con buttini ed altri, somigliante  a quell’altra dirimpetto ove deve mettersi la statua di Santa Maria di Trapani, ed in questa cappella laterale che deve stucchiarsi deve mettersi la statua del Glorioso San Biagio, talmente che in tutto e per tutto deve essere uguale  alla detta altera cappella di rimpetto seu laterale cuius(?) Nell’altra cappella di San Nicola di Bari. Costo onze cinque.

1758, 9 marzo. Modica, Archivio di Stato, notaio Calvo Antonino, vol. anni 1757-1758, c. 186. Apoca della chiesa di San Pietro a Mr. Pietro Boncoraglio per materiali e mastria “ per aver fatto una nicchia nella cappella di san Biagio esistente nella cappella di San Filippo Neri, nuovamente fatta nella detta Matrice.

1758, 7 aprile. Modica, Archivio di Stato, notaio Calvo Antonino, vol. anni 1757- 1768, c. 193rv. Apoca a mr. Pietro La Monica per un altare ligneo “per servigio dell’altare della nuova cappella di San Filippo Neri.


© Riproduzione riservata