Cultura Città del Vaticano

Papa Francesco e Maradona in 9 metri quadri. Don't cry for me Argentina

“Papa Francesco tratta tutti nella stessa maniera, tratta tutti allo stesso modo”

Papa Francesco e Diego Armando Maradona

Città del Vaticano – Nove metri quadrati e un “Ti stavo aspettando”.
Nel marzo del 1986 il prete argentino Jorge Mario Bergoglio decise di trasferirsi in Germania per approfondire i suoi studi di teologia e perfezionare la lingua tedesca.
Padre Bergoglio aveva 50 anni, da 17 era sacerdote e aveva già vissuto in Cile e in Spagna.
In Germania Jorge Mario Bergoglio soggiornò in due diverse località. Boppard, 15mila abitanti, e Rothenburg ob der Tauber, 12mila abitanti. Qui prese una camera in affitto di nove metri quadrati.

Quattro anni prima il regime totalitario che reggeva le sorti dell’Argentina aveva deciso di occupare le Isole Falkland, dominio britannico, per attuare una manovra diversiva e distogliere l’opinione pubblica dalla crisi politica e sociale interna. Gli inglesi bombardarono i presidi militari argentini umiliando il regime e la nazione in poche settimane.
Dopo meno di un mese l’Italia si laureava per la terza volta campione del mondo di calcio ai Mondiali di Spagna e una delle sue vittime calcistiche fu proprio l’Argentina di un giovane Diego Armando Maradona, stella nascente del Barcellona.
Quattro anni dopo in Argentina non c’erano più i militari, ma il presidente radicale Alfonsin, la democrazia era ancora lontana da venire, e i desaparecidos chiedevano giustizia.
In Messico si celebrava la nuova edizione dei Mondiali di calcio e le nazionali di Inghilterra e Argentina si incontrarono ai quarti di finale.
La gara con l’Inghilterra per l’Argentina diventò una “rivincita morale” della guerra delle Falkland.
Il primo tempo finì 0-0.
Ma al 51esimo minuto, Maradona, fingendo un colpo di testa, fece un gol di mano di cui l’arbitro tunisino non si avvide. Maradona disse che a fare quel gol era stata “la mano di Dio”, quasi una allusione alla rivincita divina per la guerra persa quattro anni prima.
La partita finì 2-1 a per l’Argentina con la seconda rete di Maradona, sicuramente uno dei gol più belli dell’intera storia del calcio.
Jorge Mario Bergoglio, appassionato di calcio, oltre che di tango, seguì in solitudine, nella fredda Germania, quei mondiali.
Per l’Argentina fu il mondiale della rinascita, della “nuova vita”, calcistica e non.
Il Paese si stava rialzando, il Presidente Augustin processò i dittatori sanguinari e risollevò la nazione dopo l’assurda guerra contro la Gran Bretagna: quel presidente risollevò l’Argentina “un po’ con la testa di Maradona ed un altro po’ con la mano di Dio”.
Papa Francesco ha rivelato solo nelle scorse settimane del suo soggiorno in Germania e dell'esperienza di aver vissuto nella solitudine il trionfo dell’Argentina ai mondiali nel 1986.
Il suo connazionale Maradona nel corso degli ultimi tre decenni era stato molto lontano dalla Chiesa.
“Quando negli anni Ottanta ho visto l’oro nel Vaticano non ho seguito più la Chiesa perché tanti bambini in Africa muoiono per la febbre. I cardinali guadagnavano come se giocassero nell’Inter o nel Napoli”, disse l’ex campione del mondo.

I due argentini più noti, Jorge Mario e Diego Armando, si sono incontrati per la prima volta solo nel 2014, in Vaticano.
Maradona era reduce da seri problemi con la droga, e alcol.
Cosa ti ha detto Papa Francesco? Gli chiesero i giornalisti.
“Il Papa argentino mi ha detto: Ti stavo aspettando”, rispose Diego. “Papa Francesco tratta tutti nella stessa maniera, tratta tutti allo stesso modo”.
Del resto, quando si trasferì all’istituto Goethe di Rothemburg, i padroni di casa Frieda e Erwin Pester si scusarono col sacerdote Jorge Mario Bergoglio perché la stanza che gli avrebbero dato in affitto era di soli 9 metri quadrati. Il futuro Pontefice di Roma rispose, tranchant: "Non si preoccupi, lo spazio esiste nelle cose piccole".


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