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Scicli, la cavalcata di San Giuseppe nel cinegiornale del 1935

La storica festa in costume, nelle immagini d’epoca in bianco e nero

Scicli, la cavalcata di San Giuseppe nel cinegiornale del 1935

 Scicli - L’imponente processione di cittadini e i cavalli al galoppo, che seguono Giuseppe e Maria con Gesù bambino  dalla cattedrale alle campagne. Fa ancora più effetto rivedere oggi, con i divieti di assembramento anti Covid, questo servizio filmato 86 anni fa e conservato negli archivi dell’Istituto Luce di Cinecittà. Una festa le cui radici affondano nei secoli, che saluta l’arrivo della primavera: “Una cavalcata lungo le strade del paese alla luce di grandi falò – scrive la Pro loco di Scicli -, in ricordo della fuga in Egitto della Sacra Famiglia” seguita da “decine e decine di cavalli bardati con fiori particolari, tra cui le violaciocche, ‘u balucu’ in dialetto sciclitano”.

Una delle particolarità della celebrazione consiste proprio nell’addobbo floreale degli equini, che “riprende disegni e riproduzioni tratti dalla vita del Santo o del paese”. Al loro passaggio  “si accendono i ‘pagghiara’, grandi fuochi preparati dalla gente allo scopo di riscaldarsi e preparare poi degli arrosti. Quando passa la cavalcata la gente grida ‘Patrià… Patrià… Patriarca!’ e si sente un grande scampanio di campanacci legati al collo di muli e cavalli. (…) I gruppi sono in abiti tipici sciclitani: pantaloni di velluto, gilet scuro su camicia bianca a maniche rimboccate, una larga cintura da cui pende un fazzoletto rosso; sulla testa una ‘burritta co’ giummu’ e in bocca una pipa di canna o di argilla”.


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