Cultura Siracusa

Teatro Greco, Aldo Cazzullo: Battiato e Dalla, i Dante del nostro tempo

Il tono dantesco è presente in alcune canzoni di Lucio Dalla e Franco Battiato. Aldo Cazzullo l'ha rintracciato

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Siracusa – Cita Serenata rap di Jovanotti e Ci vorrebbe un amico di Venditti, Aldo Cazzullo, al teatro greco di Siracusa, protagonista di A riveder le stelle, il grande racconto dell’Italia di Dante, con la partecipazione di Sebastiano Lo Monaco, voce recitante, e del musicista Edmondo Romano.

Lo spettacolo è tratto dal bestseller di Cazzullo “A riveder le stelle, Dante il poeta che inventò l’Italia” (Mondadori 2020), ed è stato promosso dal Parco archeologico di Siracusa, diretto da Carlo Staffile.

Dante è presente nella cultura contemporanea anche quando non ce ne accorgiamo, sostiene il giornalista del Corriere della Sera.

Cosa lega, ad esempio, Ulisse e Dante nella canzone Itaca di Lucio Dalla? Lucio è un anonimo marinaio che naviga nella nave, a fianco di Ulisse, e lo chiama, lo strattona quasi: “Capitano che hai negli occhi/ il tuo nobile destino/ pensi mai al marinaio/ a cui manca pane e vino?”.

“Capitano che hai trovato/ principesse in ogni porto/ pensi mai al rematore/ che sua moglie crede morto?”, continua a chiedere il marinaio rivolgendosi a Ulisse, nel testo firmato da Lucio Dalla.

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“Capitano le tue colpe/ pago anch’io coi giorni miei/ mentre il mio più gran peccato/ fa sorridere gli dei/ e se muori, è un re che muore/ la tua casa avrà un erede/ quando io non torno a casa/ entran dentro fame e sete./ Capitano che risolvi/ con l’astuzia ogni avventura/ ti ricordi di un soldato/ che ogni volta ha più paura?”, continua a lamentarsi il rematore. Per poi però alla fine ammettere: “Ma anche la paura in fondo/ mi dà sempre un gusto strano.../ Se ci fosse ancora mondo/ sono pronto, dove andiamo?”. La rilettura dell’Odissea, alla fine, si risolve dunque in quella dantesca: “Fatti non foste a viver come bruti,/ ma per seguir virtute e canoscenza”.

Lucio Dalla assume la posizione scomoda del marinaio senza nome che naviga nella nave di Ulisse e chiama in causa Dante Alighieri interpretandone la lezione.

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E così Aldo Cazzullo ravvisa di nuovo in Povera Patria di Franco Battiato un tono dantesco:

«Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!»
(Purgatorio, canto VI, vv. 76-78).

 

Povera patria
Schiacciata dagli abusi del potere
Di gente infame, che non sa cos'è il pudore
Si credono potenti e gli va bene quello che fanno
E tutto gli appartiene
Tra i governanti
Quanti perfetti e inutili buffoni
Questo paese devastato dal dolore
Ma non vi danno un po' di dispiacere
Quei corpi in terra senza più calore?
Ma come scusare
Le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.

Battiato e Dalla, vicini di casa, a Milo, in Sicilia, accomunati da un tono dantesco. Una lettura inedita, quella di Aldo. La lectura Dantis di Cazzullo ha fatto registrare il tutto esaurito. Un segno di auspicio per la cultura in Sicilia.

La foto di Alzo Cazzullo è di Luigi Nifosì.


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