L'idea di Manuel Terranova e Giulio Cabibbo, Valerio Mannone e Giacomo Pirrone.
di Gabriele Giannone
Modica – C’è anche un pezzo di Modica dietro BookFlow, la piattaforma digitale che sta conquistando l’attenzione del mondo della scuola italiana e che propone una soluzione semplice a un problema che, puntualmente a settembre, pesa sulle tasche delle famiglie: il caro-libri.
Tra i quattro giovani universitari che hanno dato vita al progetto ci sono infatti due modicani, Manuel Terranova e Giulio Cabibbo, insieme a Valerio Mannone e Giacomo Pirrone. Tre siciliani e un trentino, studenti universitari tra Bocconi e Politecnico, che hanno trasformato un problema vissuto direttamente in un progetto destinato alla comunità studentesca.
L’idea è semplice: mettere direttamente in contatto chi vuole vendere i libri scolastici che non utilizza più con chi deve acquistarli per il nuovo anno, senza commissioni e senza intermediari.
Un’intuizione nata guardando gli scaffali di casa ancora pieni dei libri del liceo e chiedendosi perché, nell’epoca delle piattaforme digitali, venderli e trovare quelli necessari per l’anno successivo dovesse essere ancora così complicato.Da quella domanda è nata BookFlow, una piattaforma gratuita che consente agli studenti di individuare la propria scuola e la propria classe, cercare i testi attraverso titolo, autore o codice ISBN, mettere in vendita i propri volumi e contattare direttamente gli altri studenti. In pochi mesi il progetto ha già coinvolto studenti appartenenti a oltre 400 scuole italiane, trasformandosi da iniziativa universitaria in un caso di interesse nazionale.E adesso BookFlow è arrivata anche all’attenzione della Rai. L’esperienza dei quattro giovani è stata infatti al centro di un approfondimento sul caro-libri nei radiogiornali nazionali: dal GR1 di Rai Radio 1 al GR2 di Radio 2. Un riconoscimento importante per un progetto nato dal basso e che porta con sé anche il nome di Modica.
La forza dell’idea non sta soltanto nel possibile risparmio per le famiglie. BookFlow introduce infatti una logica di economia circolare: un libro che ha terminato la propria funzione per uno studente non finisce dimenticato su uno scaffale, ma può essere utilizzato da un altro ragazzo, riducendo contemporaneamente costi e sprechi.
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