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27/11/2025 22:32

Dai tributi di Palermo a Iblea Acque a Ragusa: la Sicilia consegnata a Municipia

Iblea Acque ha visto l’ingresso di Engineering e Municipia senza controlli di gestione

di Redazione

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Ragusa – In Sicilia il ruolo di Engineering (società costituita nel 1980 nel settore del software e servizi IT, specializzata nella consulenza informatica in particolare per i settori pubblica amministrazione, utility, telco e industria) si espande attraverso la sua partecipata Municipia.
A Palermo la scintilla è esplosa con il sindaco Roberto Lagalla, che ha spalancato le porte alla gestione privata della riscossione dei tributi. Una scelta che non solo ha acceso un duro scontro politico, ma ha portato a un esposto contro di lui, come riportato da La Sicilia.

La vicenda ha assunto contorni ancora più gravi l’8 ottobre 2025, quando è stata presentata una denuncia-segnalazione al segretario comunale, responsabile della trasparenza e dell’anticorruzione, nei confronti dello stesso Lagalla. Nel documento si denunciano presunti comportamenti intimidatori all’interno dell’area Tributi e si chiede a Procura e ANAC di verificare eventuali profili penali legati al partenariato con Municipia spa. Un “ruolo anomalo” dei vertici comunali che mette in discussione la credibilità dell’amministrazione e apre un fronte delicatissimo sul piano della legalità. Si parla di un appalto da 20 milioni di euro, una cifra enorme per un Comune sotto piano di riequilibrio che non avrebbe dovuto sostenere ulteriori spese.

Questo episodio non è isolato: solleva infatti un interrogativo più ampio sulla trasparenza nell’affidamento a privati di flussi finanziari pubblici.

A Ragusa la storia si ripete, con altre sfumature ma la stessa opacità.

Iblea Acque, società pubblica del servizio idrico, ha visto l’ingresso di Engineering e Municipia senza controlli di gestione, nonostante un costo sproporzionato e insostenibile per un’azienda i cui debiti verso Comuni (solo comune di Ragusa vanta un credito di 14 milioni di euro) e fornitori superano le entrate derivanti dalle bollette di acqua e depurazione. Lo stesso amministratore unico lo ha ammesso pubblicamente nei giorni scorsi. Eppure, per l’appalto conferito a Municipia e alla capogruppo Engineering, nessuna verifica, nessun controllo.
Milioni che si aggiungono a milioni di debiti.

Il dubbio resta: chi ha aperto la strada a questa scelta? A Palermo il consiglio comunale vigila, diffida e produce esposti; a Ragusa invece prevale il libero arbitrio negli affidamenti diretti, con una società pubblica gravata da debiti milionari e pronta a imporre fermi amministrativi agli utenti inadempienti, come riportato nel nostro articolo.

Il peso dei debiti di Iblea Acque verso i comuni, e in particolare verso Ragusa, è enorme e rischia di paralizzare la gestione del servizio idrico. L’ingresso di Engineering e Municipia costa milioni, a fronte di un precedente software locale – SiKuel – adottato anche a Catania e sviluppato con poche decine di migliaia di euro. Perché abbandonare una soluzione economica, sostenibile e radicata nel territorio per un appalto oneroso, a favore di una holding controllata da fondi stranieri di private equity? Chi ha vigilato su Iblea Acque, e soprattutto: a chi ha giovato questa scelta?

Palermo e Ragusa mostrano due facce della stessa medaglia. Da un lato il controllo istituzionale, dall’altro l’autonomia incontrollata di una società pubblica. In entrambi i casi, il filo conduttore è la penetrazione dei privati nella gestione di servizi essenziali e di flussi finanziari pubblici.
La politica siciliana deve interrogarsi: cosa si cela dietro l’affidamento a Engineering di una fetta così rilevante di finanza pubblica? Quali interessi hanno permesso a questa società di insinuarsi nella riscossione dei tributi di Palermo e nella gestione idrica di Ragusa? Il caso di Palermo è emblematico, con nomi e cognomi ben definiti; ma a Ragusa il dubbio su chi abbia steso il tappeto rosso all’ingresso di Engineering resta aperto.

Non è solo una questione di numeri o di software: qui si parla di trasparenza e di regole di anticorruzione. Se tutto ciò viene taciuto, si rischia di consolidare un modello ambiguo di gestione della cosa pubblica. Ecco, si parla di legalità.

La “sottile linea rossa” che unisce Palermo e Ragusa negli appalti a Municipia obbliga a guardare oltre i singoli episodi. Dietro ogni scelta amministrativa si gioca la credibilità delle istituzioni e la tutela degli interessi collettivi.