Il pubblico online sta cambiando.
di Redazione
Per molti italiani, il rapporto con il gioco pubblico è passato storicamente attraverso luoghi fisici: il bar di quartiere con gli apparecchi da gioco, la tabaccheria, la sala scommesse. Negli ultimi dieci anni questa “geografia”, se così vogliamo chiamarla, è cambiata in modo radicale, con una parte crescente della domanda che si è spostata verso le piattaforme digitali autorizzate.
In questo articolo daremo una breve occhiata ai dati di questa transizione, e cercheremo di capirne meglio la portata.
Due mercati a velocità diverse
Dalla nostra ricerca, il confronto tra i dati 2019 e 2024 rappresenta il punto di partenza ideale per capire l’entità della trasformazione. Questo lo diciamo sulla base dell’analisi di CGIA di Mestre presentata al convegno As.Tro dell’ottobre 2025, che dimostrava un fatto semplice: nell’arco di quei cinque anni il casinò online è cresciuto del 153%, mentre il retail fisico non ha ancora recuperato i livelli pre-pandemia, segnando un calo del 12%.
Un arco temporale di cinque anni è sufficientemente esteso da rendere improbabile che si tratti di un semplice andamento congiunturale: gli stessi dati CGIA-As.Tro descrivono piuttosto un cambiamento strutturale, in linea con quanto osservato in altri settori dell’economia, sempre più orientati verso il digitale.
La contrazione della rete fisica
Mentre il digitale cresceva, la rete fisica si contraeva: secondo i dati CGIA-As.Tro già citati, tra il 2019 e il 2024 sono scomparsi in Italia 16.000 apparecchi AWP e 8.400 punti vendita. La raccolta degli apparecchi fisici è scesa del 3,3% nel 2024 rispetto all’anno precedente, con il totale ancora al 29,4% sotto i livelli del 2019.
Tra le motivazioni ce ne sono anche di origine normativa: nello specifico, il Decreto Balduzzi del 2012 aveva introdotto i primi limiti alla densità degli apparecchi, e le successive disposizioni regionali e comunali hanno progressivamente ristretto la presenza fisica del gioco nei luoghi di aggregazione. In Sicilia, come in altre regioni del Sud Italia, questa riduzione ha avuto effetti visibili sul tessuto commerciale dei piccoli centri, dove il bar con gli apparecchi aveva storicamente una funzione sia economica che sociale.
Il pubblico online sta cambiando
Nel 2023 risultavano attivi 18,7 milioni di conti di gioco online in Italia, con 5,2 milioni di nuove aperture nel corso dell’anno, secondo il Libro Blu ADM 2023. La fascia d’età 18-24 anni ha registrato il numero più elevato di nuove iscrizioni, un dato demografico che, secondo lo stesso Libro Blu, riguarda la distribuzione dei nuovi conti aperti nel corso dell’anno per fascia d’età. La distribuzione per genere mostra una netta prevalenza maschile, con 14,6 milioni di conti intestati a uomini contro circa 4 milioni intestati a donne.
Dal punto di vista geografico, Campania, Lombardia, Sicilia e Lazio rappresentano le quattro regioni con il maggior numero di nuove aperture di conti nel 2023, rispettivamente con il 16,28%, il 13,49%, l’11,23% e il 10,46% del totale nazionale, secondo lo stesso Libro Blu ADM. La Sicilia si colloca quindi al terzo posto per nuove iscrizioni.
Il cambiamento sul fronte del gioco responsabile
La transizione verso il digitale ha modificato anche il profilo degli strumenti di tutela disponibili. Nel contesto fisico, le misure di protezione erano limitate: limiti di puntata sugli apparecchi AWP, divieto di accesso ai minori, messaggi informativi. Nel contesto digitale, le piattaforme autorizzate ADM sono tenute a implementare strumenti più concreti, come limiti di deposito e spesa personalizzabili, autoesclusione parziale e totale, accesso al Registro nazionale delle autoesclusioni gestito dall’ADM.
In particolare, il D.lgs. 41/2024 ha reso obbligatoria l’impostazione di limiti per ogni utente e ha introdotto l’obbligo per gli operatori di destinare almeno lo 0,2% dei ricavi a campagne di prevenzione della ludopatia. Ovviamente, l’accesso al gioco rimane riservato ai maggiorenni, con verifica obbligatoria dell’identità all’apertura del conto.
Le ragioni strutturali dello spostamento
La transizione dal fisico al digitale non si spiega con un unico fattore. La pandemia del 2020-2021 ha accelerato un processo già in corso, rendendo inaccessibile il canale fisico per un periodo prolungato e spingendo una parte degli utenti verso le piattaforme online. Ma i fattori strutturali che hanno sostenuto la crescita del digitale anche dopo la riapertura sono di natura diversa.
Un fattore rilevante è la diffusione degli smartphone: secondo i dati Audiweb elaborati da AGCOM, il 94,5% degli italiani tra i 18 e i 74 anni naviga da smartphone, generando l’88,4% del tempo complessivo trascorso online. Si tratta di un fenomeno che riguarda l’insieme dei servizi digitali, non un elemento specifico del comparto giochi. Proprio perché l’accesso da mobile si è ampliato in modo trasversale, il quadro normativo descritto nella sezione precedente ha introdotto in parallelo strumenti di tutela più stringenti per chi gioca online.
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