Cronaca
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11/03/2026 07:34

Daniela Zinnanti uccisa a Messina, fermato l’ex compagno: era ai domiciliari e aveva il braccialetto elettronico

Aveva 50 anni

di Redazione

Messina – Una donna, Daniela Zinnanti, 50 anni compiuti a luglio, è stata uccisa con decine di coltellate ieri sera nella sua abitazione in via Lombardia, nel quartiere Lombardo a Messina. La polizia ha fermato un uomo, Santino Bonfiglio, 67 anni, ex compagno della vittima che interrogato avrebbe confessato ed è stato portato in carcere.

La ricostruzione dell’omicidio
L’uomo era ai domiciliari e aveva il braccialetto elettronico per reati contro la persona.

Secondo le prime indagini Bonfiglio sarebbe andato a trovare la ex per parlare, forse per dirle di tornare insieme, ma è stato respinto. L’indagato avrebbe quindi preso il coltello colpendo la donna decine di volte. A scoprire l’omicidio è stata la figlia della vittima che vedendo il cadavere ha avuto un malore ed è stata portata in ospedale.

Bonfiglio si trovava agli arresti domiciliari, controllato con braccialetto elettronico per precedenti reati contro la persona. Un dato che riaccende con forza il dibattito sull’efficacia di tali strumenti nella tutela delle potenziali vittime di femminicidio e sulla compatibilità tra misure restrittive e salvaguardia dell’incolumità.

La ricostruzione del delitto, per gli inquirenti, delinea un’azione rapidissima e insieme contraddistinta da un accanimento feroce. Si cerca ancora l’arma, indicata nelle prime ore come un coltello dal manico nero. È plausibile che l’omicida se ne sia liberato durante la fuga, forse tra cassonetti, cortili o tombini. Il suo ritrovamento sarà decisivo non solo per collegare l’autore alla scena, ma anche per chiarire l’angolo d’impatto e la violenza dei fendenti.

Vengono analizzati anche i log di geolocalizzazione e le celle telefoniche collegate al braccialetto elettronico dell’indagato, al fine di ricostruirne la “timeline” minuto per minuto e sovrapporla all’ora del decesso stimata dal medico legale. Un ruolo chiave avrà anche l’esame forense degli smartphone, per tracciare eventuali comunicazioni recenti — minacce, litigi, richieste di incontro — integrato dall’analisi delle “memorie digitali” della città: telecamere condominiali, citofoni smart, dash cam delle auto in sosta.