Oggi il pm ha chiesto 12 e 10 anni di carcere per Alessandro Chiani e Ahmed Atia
di Redazione
Milano – Il ragusano Davide Cavallo ha perdonato i suoi aggressori: i suoi genitori invece no. Il pm di Milano Andrea Zanoncelli ha chiesto 12 anni e 10 anni dì carcere per Alessandro Chiani e Ahmed Atia, i due diciottenni accusati di tentato omicidio e rapina nei confronti di Davide, studente di 22 anni: un brutale pestaggio che risale allo scorso 12 ottobre in corso Como, fuori da una discoteca, e per cui il ragazzo ha una lesione permanente.
La proposta di pena è stata formulata nel corso del processo con rito abbreviato, davanti al gup Alberto Carboni, nei confronti dei due giovani, uno ritenuto l’esecutore materiale e l’altro, che all’epoca si era giustificato dicendo di essere stato lontano dall’aggressione e di non sapere del coltello, complice.

In aula con le stampelle
Il pubblico ministero ha rimarcato che si è trattato comunque di tentato omicidio ed è, in sostanza, superfluo sostenere che le condizioni di salute della vittima sono migliorate.
Per Davide, in aula con le stampelle accompagnato dai genitori, è stato chiesto un risarcimento di 1,5 milioni, mentre per fratello mamma e papà 100 mila euro ciascuno.
I due imputati sono stati arrestati il 18 novembre. All’aggressione messa in atto per rubare 50 euro c’erano anche tre minorenni imputati in un processo parallelo ma davanti al tribunale per i minori. Il 22enne, scrive il Corriere della Sera, in aula ha abbracciato i suoi due aggressori, con cui ha scambiato qualche parola. Un gesto che ha colpito gli avvocati, che lo hanno definito un «ragazzo eccezionale, di alto livello morale».

I genitori non perdonano
«Il padre non è il figlio, il figlio ha perdonato. Il padre e la madre non riescono», le parole di Luca Degani, avvocato del papà, a margine dell’udienza del processo. «Sentirsi dire che una coltellata è stata data per un gioco alle due di notte è qualcosa che ti fa davvero dire ‘basta’: c’è un limite anche al diritto di difesa», aggiunge Degani.
«Ma non comportiamoci come se non vi fosse una colpa, come se non vi fosse una parte lesa e come non vi fossero dei genitori e dei ragazzi che hanno distrutto la loro vita», sottolinea il legale. «Anche i due imputati hanno distrutto la loro vita e vederli fa impressione perché sono dei ragazzini, bisogna dirlo, ma bisogna dire anche quello che è successo: che alle 2 di notte o alle 3 di notte in corso Como dei ragazzi italiani hanno chiesto una sigaretta, hanno portato via 50 euro e hanno accoltellato un loro coetaneo», conclude Degani.
Le parole dei difensori
«Si sono abbracciati, lui si è abbracciato qui con tutti e due i ragazzi mostrando una dignità e una qualità di animo che è straordinaria e che è un insegnamento per noi tutti, perché i ragazzi non sono tutti come quelli che ora stiamo difendendo perché è il nostro lavoro ma sono anche questi che sanno perdonare», afferma Guglielmo Gulotta che, con il collega Giovanni Giovanetti, difende Alessandro Chiani. «Quell’abbraccio è molto significativo, vuole dire che non c’è rancore nonostante quello che questo ragazzo ha subito ed è un insegnamento per il mio assistito e per l’altro» oltre che «per gli altri minorenni che saranno giudicati, veramente grande», aggiunge Gulotta. «Si sono abbracciati, si sono parlati e Chiani si è scusato, siamo proprio commossi dalla grande statura morale della persona offesa, di Simone Cavallo, veramente un ragazzo eccezionale», conclude Giovanetti.
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