Giudiziaria
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05/02/2026 22:07

Davide Di Corato, sequestrata la salma

Il ricordo di Pino Cuttaia, due stelle Michelin a Licata

di Redazione

Chiaramonte Gulfi – Incidente mortale a Chiaramonte Gulfi, ieri. La vittima è lo chef e giornalista Davide Di Corato, 64 anni. L’uomo è stato travolto e ucciso da un bancale di pannelli fotovoltaici che gli sono caduti addosso mentre venivano scaricati da un camion nella sua abitazione, in contrada Poggio Gallo. Nonostante l’arrivo immediato dei soccorsi, per Di Corato non c’è stato nulla da fare.

La tragedia è avvenuta nel primo pomeriggio di ieri a Chiaramonte Gulfi, ma la notizia è stata diffusa solamente oggi. Per cause in corso di accertamento – indagini a cura dei militari dell’Arma – l’uomo sarebbe stato travolto da un carico di pannelli fotovoltaici che si sarebbe sganciato da un camion che glielo stava consegnando. Il camion è ora sotto sequestro. La salma dell’uomo si trova all’obitorio del cimitero di Chiaramonte Gulfi in attesa delle determinazioni dell’Autorità giudiziaria – di turno il sostituto procuratore Santo Fornasier – per chiarire la dinamica di quanto avvenuto. Il medico legale, la dottoressa Maglitto, ha constatato il decesso.

Davide Di Corato, chi era
Originario di Torino, Di Corato si era trasferito da circa dieci anni a Chiaramonte Gulfi, dove aveva avviato un home restaurant. Appassionato di editoria e divulgazione gastronomica, era una figura di rilievo nel giornalismo enogastronomico italiano: aveva ideato e diretto il mensile Chef, era stato direttore responsabile di Ho.Re.Ca. Magazine e Arte in Cucina, ed era iscritto alla Federazione italiana professional personal chef. «Agrichef» per passione, come amava definirsi, lavorava nell’agriturismo Poggio del Gallo a Chiaramonte Gulfi ed era impegnato nella valorizzazione dei prodotti locali attraverso l’arte culinaria. Cordoglio è stato espresso dal Consorzio Chiaramonte, che lo ha ricordato come «un amico e un professionista straordinario», sottolineando il suo «contributo alla promozione della cultura enogastronomica locale». Di Corato aveva partecipato a numerose iniziative sul territorio, tra cui il Laboratorio del Gusto e il concorso enogastronomico Terra Matta, contribuendo a valorizzare i prodotti tipici di Chiaramonte anche oltre i confini regionali.

Il ricordo di Pino Cuttaia
«Più di tutto mi mancherà la sua risata e la sua ironia nella risata». Così Pino Cuttaia, due stelle Michelin al ristorante «La Madia» di Licata, ricorda «l’amico, prima ancora che collega». Raggiunto da Adnkronos, Cuttaia ha poi aggiunto che «Davide era una persona squisita, di valore, di compagnia, di risate. Io e lui ci guardavamo e ridevamo. Abbiamo fatto tanti eventi insieme, abbiamo cucinato insieme. Tante serate nei locali dove non c’era rigore, era sempre un divertimento. Lui aveva sempre la battuta facile e tu dovevi stare al passo, saperle raccogliere al volo». E ancora: «Ricordo quando ha scelto di non fare più il giornalista e con sua moglie ha deciso di trasferirsi in Sicilia, a Chiaramonte. Quando andai a trovarlo per la prima volta mi colpì il fatto che si era emozionato alla vista del frutto del fico nell’albero… Una cosa che per me, che vivo in Sicilia, era del tutto normale e che per lui invece, abituato a Milano, era straordinaria. Osservare la vita della natura, vivere la stagionalità». Fra i ricordi, riporta ancora Adnkronos, la gara di caponata organizzata nelle cantine Cos. «Lo presi in giro perché aveva messo il coriandolo nella caponata. Gli dissi: “Ma cosa c’entra il coriandolo? Sei proprio un milanese”. Davide era una bella persona, un buono. Una volta il mio cane si ammalò di lesmaniosi. Era agosto e io non riuscivo a trovare le medicine da nessuna parte. Lui le recuperò a Chiaramonte e me le fece mandare… Questo era Davide».