20 anni al giovane che gli provocò una lesione permanente, 10 mesi all'altro per omissione di soccorso
di Redazione
Milano – Una pena altissima per l’esecutore materiale: 20 anni. Dieci mesi per il complice, reo di omissione di soccorso. È stata pronunciata poco dopo le 13 di oggi, mercoledì 20 maggio, la sentenza di primo grado per l’aggressione a Davide Simone Cavallo, studente ragusano 22enne che, accoltellato in Corso Como nell’orrobre 2025 per una sigaretta, è rimasto invalido. L’accusa per Alessandro Chiani, monzese, neo 19enne, aveva chiesto 12 anni e 10 per Mohamed Atia.
Agguato per una sigaretta
La mattinata era cominciata con la richiesta di dodici e dieci anni di reclusione per le coltellate a Davide Simone Cavallo. Una richiesta formulata dal pm Andrea Zanoncelli nei confronti di Alessandro Chiani e Mohamed Atia, imputati di tentato omicidio e rapina nei confronti del 22enne studente bocconiano, rimasto invalido a seguito di un’aggressione avvenuta a ottobre 2025 nella zona di Corso Como. Il processo si è svolto con il rito abbreviato davanti al gup del tribunale di Milano Alberto Carboni. Presente in aula anche la vittima, che ha voluto abbracciare i suoi aggressori. Cavallo in una lettera aveva spiegato di averli «perdonati». Alla fine la sentenza è andata oltre alla richiesta, con una pena altissima per quanto riguarda Chiani, esecutore materiale: 20 anni. A 10 mesi è condannato Atia, che verrà scarcerato: il reato di tentato omicidio è stato derubricato a omissione di soccorso.

La requisitoria
Il pm ha chiesto la condanna con la concessione delle attenuanti generiche. Durante la sua requisitoria, ha sottolineato la gravità della condotta dei due 19enni monzesi, da inquadrare come tentato omicidio, nonostante i leggeri miglioramenti nelle condizioni di salute della vittima, cha sta ancora attraversando un calvario successivo alla lesione midollare permanente riportata a causa delle coltellate inferte materialmente da Chiani.
La dinamica
A proposito di Atia, che i video mostrano come quello più defilato rispetto alla scena dell’aggressione (a cui hanno preso parte anche tre minorenni in attesa di giudizio fissato a luglio), il rappresentante dell’accusa ha concluso per una sua «piena partecipazione» al fatto. In aula è presente appunto anche Davide Cavallo, il ragazzo autore di una lettera nella quale parla della decisione di “perdonare” gli aggressori, accompagnato dal padre e dai suoi legali, i quali hanno chiesto un risarcimento in solido pari a un milione e mezzo di euro, con una provvisionale di 500 mila. La parola è passata poi ai difensori.
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L’abbraccio e le scuse degli imputati
Dopo le arringhe, la vittima ha abbracciato i due aggressori. Per qualche minuto, con la mano sulla spalla di Alessandro Chiani, Cavallo ha scambiato qualche parola con lui e Atia. Un gesto che ha colpito anche gli avvocati difensori che hanno definito Davide Cavallo come un «ragazzo eccezionale, di alto livello morale». Il legale ha detto anche che «durante questo colloquio i due imputati hanno chiesto scusa». Stando a quanto emerso, Mohamed Atia ha consegnato una lettera a Davide. «Potresti essere mio fratello», sono state la parole dell’imputato alla vittima.
«Ma il padre e la madre non riescono a perdonare»
«Il padre non è il figlio, il figlio ha perdonato. Il padre e la madre non riescono». Lo afferma Luca Degani, avvocato del padre di Davide Simone Cavallo, a margine dell’udienza del processo con rito abbreviato. «Sentirsi dire che una coltellata è stata data per un gioco alle due di notte è qualcosa che ti fa davvero dire “basta”: c’è un limite anche al diritto di difesa», aggiunge Degani. «Ma non comportiamoci come se non vi fosse una colpa, come se non vi fosse una parte lesa e come non vi fossero dei genitori e dei ragazzi che hanno distrutto la loro vita», sottolinea il legale. «Anche i due imputati hanno distrutto la loro vita e vederli fa impressione perche’ sono dei ragazzini, bisogna dirlo, ma bisogna dire anche quello che è successo: che alle 2 di notte o alle 3 di notte in corso Como dei ragazzi italiani hanno chiesto una sigaretta, hanno portato via 50 euro e hanno accoltellato un loro coetaneo.
La vittima: «20 anni sono tanti»
A seguito della sentenza, con 20 anni per Chiani, esecutore materiale, Davide Simone Cavallo, la vittima, avrebbe commentato: «Ma sono tanti». Il giovane è rimasto invalido per una lesione midollare permanente. A riferire il suo commento a caldo sono stati gli avvocati di parte civile.
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