Attualità
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21/11/2008 14:30

Declassata la sede Inail di Ragusa

di Redazione

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L’Inail di Ragusa ad inizio dell’anno nuovo sarà declassata. A denunciarlo sono i circa trenta dipendenti della sede di piazza Stazione. A monte della decisione – che prevede l’accorpamento con Siracusa, così come Enna è stata accorpata a Caltanissetta – c’è la legge 133 del 6 agosto scorso che prevede l’abbattimento dei costi a livello dirigenziale. A Ragusa salteranno le figure del dirigente della sede, al momento Vincenzo Amaddeo, arrivato da qualche mese dopo che per anni il ruolo è stato svolto ad interim da altro dirigente. Saranno soppresse anche la figura del dirigente medico di II livello (il primario di una volta) ed il processo prevenzione e sicurezza con relativa eliminazione della figura del responsabile del processo e il contestuale assorbimento dello stesso all’area aziendale la cui responsabilità sarà affidata ad un altro funzionario. Scomparirà anche il processo informatico con relativa eliminazione della figura del responsabile. Il personale chiede che i tagli vengano fatti a livello di direzione generale e non in periferia dove ogni giorno i dipendenti sono in prima linea. In una nota inviata al direttore generale dell’Inail ed ai vertici intermedi dell’Istituto, e per conoscenza alla deputazione nazionale e regionale, al consiglio provinciale, ai sindacati e alle associazioni di categoria, i dipendenti si dicono preoccupati delle eventuali ricadute negative in termini economici e socio-assistenziali per l’intera area iblea e chiedono di conoscere i criteri adottati per stabilire il declassamento della sede di Ragusa da tipo A a tipo B, poichè già nell’ultimo rapporto regionale 2006 dell’Inail si evidenziano dati nettamente contrastanti con la scelta adottata. “Rispetto all’anno precedente gli infortuni sul lavoro registrati in Sicilia sono aumentati, in particolare, il fenomeno infortunistico regionale rappresenta il 3,75% di quello nazionale e si concentra soprattutto nelle province di Palermo, Catania, Messina e Ragusa, inoltre, il maggior numero di infortuni (di cui il 48% in itinere) si addensa, come negli anni precedenti, nella provincia iblea. Fra l’altro il trend degli infortuni mortali è in crescita nell’ultimo triennio. In aggiunta, in agricoltura si registra un aumento del 21% di infortuni. I dipendenti, infine, rilevano che la soppressione del processo prevenzione e sicurezza determinerebbe il venir meno del necessario sostegno alle imprese sul fronte della prevenzione, la mancanza di incentivi per investire in sicurezza. In provincia sono circa 4 mila gli incidenti sul lavoro in un anno.