Architetto insigne
di Saro Distefano
Ragusa – Ho letto, su La Sicilia e sul nostro RagusaNews, un articolo molto bello. Firmato dalla collega Maddalena Bonaccorso, il testo riferiva dell’ennesimo premio di architettura vinto dalla vittoriese Maria-Giuseppina Grasso Cannizzo.
Celebre in tutto il mondo, l’architetto vittoriese ha vinto un premio per il progetto e la realizzazione di una casa di villeggiatura nella campagna di Noto (ho visto le foto di quella casa, semplicemente fantastica nella sua estrema semplicità, un uno stile che da profani definiremmo “minimalista” ma che, in ogni caso, non lascia indifferenti proprio per la totale assenza di particolari eccessivi, per ridondanze e merli, per accessori e barocchismi, nella patria del barocco).
Altri progetti della Grasso Cannizzo sono, anche a noi geograficamente vicini, molto noti e apprezzati, su tutti la torre di controllo del Porto di Marina di Ragusa.
Nell’articolo della Bonaccorso (scritto da manuale) il profilo della professionista vittoriese è perfettamente delineato, sottolineandone anche i pregi professionali, ma soprattutto le caratteristiche umane, di una persona che ha adottato quello che gli inglesi chiamano low profile, o anche, con una parola che io personalmente preferisco, understatement.
Io voglio solo aggiungere che una collettività, come la iblea (con o senza provincia noi saremo sempre gli eredi della grande contea, e ci sentiamo una collettività, diversa e unita, riconoscibile), non può non godere della presenza di grandi menti come la Grasso Cannizzo. Se si passa da una strada (e si può farlo a Ragusa come a Vittoria, a Scoglitti come a Comiso) e per caso si posano gli occhi su una realizzazione dell’architetto (e di altri suoi colleghi altrettanto bravi), ci si ricrea lo spirito, si è contenti di vivere in una città arricchita da quelle case “firmate”.
E come per la presenza dell’ormai celebre “gruppo di Scicli”, del quale fanno parte una nutrita pattuglia di pittori e scultori che da trenta e passa anni si sono viva via aggregati attorno alle figure carismatiche di Piero Guccione e Franco Sarnari.
A proposito: Maria Giuseppina Grasso Cannizzo è nata a Santa Croce Camerina il 5 maggio di un anno che non precisiamo, e Piero Guccione è nato a Scicli il 5 maggio del 1935. Capite quanto sono sfortunato io che sono nato a metà strada tra di loro ma con tre giorni di ritardo. Fossi nato il 5 anziché l’8 maggio avrei avuto assicurata una carriera (non so in quale campo, ma questo è un dettaglio, di basso, bassissimo profilo).
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